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18 Luglio 2026 | Ambiente, Economia

Il lusso di una vacanza “scomoda”

Già da qualche tempo i turisti che visitano l’Italia cercano di scansare la folla: ad aiutarli da qualche anno anche una starup traveltech con sede a Bari

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Per anni, nella scelta di un albergo, le parole «non raggiungibile in automobile» avrebbero fatto scattare la fuga. «Wi-Fi solo vicino alla cascina» sarebbe sembrata una minaccia. E l’assenza del televisore in camera avrebbe probabilmente prodotto una recensione indignata. Adesso quelle stesse caratteristiche vengono vendute come un plus. È il lusso della sottrazione: meno notifiche, meno traffico, meno persone in fila nello stesso posto alla stessa ora.

La parola del momento è undertourism, l’antidoto all’overtourism che devasta le località e la pazienza di chi le visita. Non significa andare necessariamente dove non è mai arrivato nessuno (impresa complicata nell’epoca di Google Maps) ma almeno scegliere destinazioni meno frequentate, viaggiare fuori stagione e distribuire le presenze su territori lontani dai grandi circuiti, verso borghi, cammini e strutture sconosciute alle rotte di massa. Così, soluzioni che un tempo sarebbero state recensite come scarse, alla soglia del disservizio, ora diventano il clou della vacanza. Anzi, un vero e proprio lusso.

Secondo una ricerca 2026 di Booking.com, condotta su 32.500 persone in 35 Paesi, oltre il 40% dei viaggiatori programma di evitare le destinazioni sovraffollate, partire fuori stagione ed evitare l’overtourism. Anche gli italiani sembrano averne abbastanza delle vacanze di massa: il Rapporto Italia 2026 dell’Eurispes rileva che il 41,7% sceglie, almeno qualche volta, destinazioni poco turistiche e il 42,5% cerca di viaggiare in bassa stagione, lontano da feste e ponti. A questa ricerca di luoghi meno affollati si accompagna la crescita del turismo lento. Il dossier Italia, Paese di Cammini stima che nel 2025 almeno 300.046 persone abbiano percorso un cammino italiano, il 56% in più rispetto al 2024. Con una permanenza media di 7,4 giorni, i camminatori avrebbero generato quasi 2,5 milioni di pernottamenti e oltre 216 milioni di euro di spesa diretta, distribuita soprattutto tra piccoli centri, aree rurali e borghi montani.

È dentro questo cambiamento che si inserisce il lavoro di una piattaforma come Unexpected Italy, nata durante il COVID da un precedente esperienza londinese di Elisabetta Faggiana e Savio Losito, i suoi fondatori. “Il fatto che il 70% dei turisti visiti solo l’1% dell’Italia è un dato allarmante e inaccetabile“, dichiarano sul sito della loro startup con sede a Bari: “Bisogna redistribuire i flussi turistici e indirizzare le persone verso mete che più si addicono al loro DNA di viaggiatore“.

Per farlo, Unexpected Italy ha creato anche un’app che seleziona e mappa le attività più caratteristiche di un territorio, verificate direttamente dai fondatori, e utilizza dati strutturati e intelligenza artificiale per costruire guide e itinerari personalizzati, fornendo anche informazioni pratiche su trasporti, parcheggi e servizi locali. Ecco allora che, per conciliarsi con il DNA del viaggiatore, i luoghi possono anche essere «scomodi»: non perché trascurino gli ospiti, ma perché non eliminano ogni ostacolo tra il visitatore e il territorio: talvolta bisogna camminare, altre volte rinunciare a qualche comfort, adattarsi agli spazi di un edificio antico o accettare che la connessione non sia il centro dell’universo.

Fra i luoghi insoliti che Faggiana e Losito hanno scovato c’è Parco del Grep, a Monteu da Po, in Piemonte, dove si dorme in due case costruite tra gli alberi e i pasti possono arrivare in un cestino da picnic per essere consumati sulla terrazza. Il Wi-Fi, precisa il sito della struttura, è disponibile gratuitamente vicino alla cascina. Più radicale è l’arrivo alla Sosta di Ottone III, nel borgo di Chiesanuova, sopra Levanto: qui l’automobile deve fermarsi circa 150 metri più in basso perché al paese si sale solo a piedi oppure su una piccola monorotaia. Lo slogan della struttura riassume bene il senso: difficile da trovare, difficile da lasciare.

In Toscana, Follonico occupa un casale in pietra tra gli ulivi della Val d’Orcia, con quattro suite e due camere arredate con travi a vista, mobili recuperati e materiali naturali. In Abruzzo c’è invece Sextantio, l’albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio: le stanze sono ricavate negli edifici del borgo medievale e gli elementi contemporanei vengono nascosti per non alterare muri, arredi, tessuti e oggetti della cultura contadina. Il punto non è fingere di essere tornati nel Medioevo, ma impedire che la tecnologia cancelli la sensazione di trovarsi in un luogo con una storia precisa.

Completano la mappa due indirizzi veneti. Cargador de Ron, nei boschi di Valdobbiadene, nasce dal recupero di una vecchia casera e utilizza legni, casse da vino e materiali della vita contadina per arredare le quattro camere. La Scuola Guesthouse, sull’Altopiano di Asiago, occupa invece una scuola elementare degli anni Venti: le stanze si chiamano Geografia, Aritmetica, Scienze, Storia e Lettere e Stanza della Maestra, tra vecchi banchi, lavagne, libri e oggetti scolastici.

Certo, basta che una destinazione venga proclamata «segreta» da un numero sufficiente di siti e influencer perché smetta rapidamente di esserlo. Il rischio è trasferire l’affollamento dalle Cinque Terre al prossimo borgo fotogenico, sostituendo una coda con un’altra. Però è vero che in alcuni luoghi i grandi numeri non sono davvero possibili e, almeno per qualche tempo, continueranno a essere preservati dalla selezione naturale di chi accetta o meno di non avere il wifi.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/daniela-faggion/" target="_self">Daniela Faggion</a>

Di Daniela Faggion

Emiliana di nascita, non ho ancora deciso dove mi piacerebbe mettere radici: nel frattempo sto in prestito a Milano dal 2000. Giornalista pubblicista dal 2003 e professionista dal 2006, ho lavorato per diversi media e pubblicato due libri. Scrivo per Telepress dal 2022 e mi occupo di attualità, scienze, ambiente, ed enogastronomia, sempre per raccontare l'Italia vista dal mondo e l'Italia in giro per il mondo.