Quinn è conosciuta soprattutto per Beryl, personaggio femminile esuberante, ironico e decisamente lontano dai modelli e dalle misure convenzionali, apparso per la prima volta nel cortometraggio “Girls Night Out”. Le sue opere hanno ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali e diverse candidature agli Oscar: una delle più recenti è arrivata con “Affairs of the Art”, candidato nel 2022 come miglior cortometraggio animato. A Conversano Quinn incontra il pubblico sulla Terrazza di San Benedetto e presenta anche il volume dedicato al personaggio che ha accompagnato gran parte della sua carriera, al suo studio e al metodo con cui costruisce le proprie animazioni.
Templeton ha invece fatto dello stop motion uno strumento capace di raccontare storie complesse e spesso attraversate da atmosfere cupe. Nel 2008 ha vinto l’Oscar per il miglior cortometraggio animato con “Peter and the Wolf”, adattamento della composizione di Sergej Prokof’ev realizzato attraverso pupazzi e scenografie costruiti a mano. Il 18 agosto Templeton ripercorre il proprio lavoro in una conversazione con il giornalista e studioso di animazione Luca Raffaelli.
Le opere selezionate per Imaginaria concorrono in quattro sezioni: la competizione principale, quella riservata ai lavori di diploma, la selezione dei videoclip musicali e il concorso dedicato ai cortometraggi per bambini. Le proiezioni permettono di osservare tecniche e linguaggi molto diversi: dall’animazione disegnata alla stop motion, fino alle produzioni digitali in due e tre dimensioni. Quasi tutti i titoli sono mostrati per la prima volta in Puglia o in Italia e vengono proposti in versione originale, accompagnati dai sottotitoli italiani.
Dalla scorsa edizione la gara principale assume anche un rilievo particolare. Imaginaria è infatti compreso, per il triennio 2025-2027, tra i festival riconosciuti dall’Academy: il cortometraggio premiato nella Main Competition potrà quindi entrare nel percorso di selezione per l’Oscar al miglior corto animato agli Academy Awards.Tra le novità del programma figura Mutosonoro, iniziativa con cui Imaginaria torna alle origini del cinema. Dal 17 al 20 agosto, nella chiesa del Monastero di San Benedetto, vengono presentati quattro programmi dedicati alle avanguardie del cinema muto di Francia, Giappone, Italia e Brasile. Le immagini saranno accompagnate live dal collettivo Frame 0, formato da Francesco Giannico, Luigi Iovane, Vito Savino e Pietro D’Attoma, ai quali si unirà il sassofonista e compositore Nik Phelps. Il percorso comprende anche “La guerra e il sogno di Momi”, film del 1917 diretto da Segundo de Chomón e considerato la prima opera di animazione italiana.
Il festival esce inoltre dalle sale attraverso “Deux Lumières”, mostra allestita nella Pinacoteca diocesana, all’interno della chiesa di Santa Chiara. L’esposizione, visitabile gratuitamente dal 17 al 24 agosto, mette a confronto i lavori degli illustratori francesi Jean Mallard e Clément Thoby, con la curatela di Federico Cano Correa e la collaborazione della Galleria Caracol di Torino.Non manca un programma specifico per i più piccoli, con letture animate e laboratori nei quali bambini e ragazzi potranno sperimentare tecniche creative e avvicinarsi alla realizzazione di un film in stop motion. Alcuni incontri saranno dedicati anche al rapporto tra animazione, educazione e pace, intesa come possibilità di costruire un linguaggio comune tra culture differenti.
Alla base del programma rimane l’idea che l’animazione non sia soltanto intrattenimento, né un genere riservato all’infanzia, ma un mezzo con cui affrontare anche le inquietudini del presente. «Sono tempi difficili quelli in cui viviamo, di conflitti, fratture, crisi e incertezze», ha osservato il fondatore e direttore artistico Luigi Iovane. Il cinema e l’arte, sostiene, possono contribuire a «smuovere le coscienze», orientare le nuove generazioni e ridurre pregiudizi e distanze tra le persone.

