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14 Dicembre 2021 | Attualità

Italia unanime contro le mine anti-persona

Un sì atteso da un decennio vieta ora per legge gli investimenti alle aziende italiane o estere che producono mine o bombe a grappolo. Secondo il Landmine monitor 110 istituzioni finanziarie sovvenzionano queste armi.

E’ stata approvata in modo definitivo all’unanimità con 383 voti alla camera, dopo un lungo e complicato iter parlamentare iniziato oltre dieci anni fa, la proposta di legge “Misure per contrastare il finanziamento delle mine antipersona e cluster bombs”. Si attende ora solo la firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che nell’ottobre 2017 la rinviò per un difetto costituzionale. La norma vieta investimenti in aziende estere che producono ancora mine antipersona e bombe a grappolo. 

Il Parlamento ha recuperato la sua centralità e prima ancora di festeggiare l’approvazione di questa legge che deve attendere la firma del Presidenza della Repubblica Sergio Mattarella, festeggiamo il coraggio, la costanza e la caparbietà con i quali il Parlamento ha rivendicato il suo ruolo riscrivendo una pagina di virtù e orgoglio politico”, dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine onlus, rappresentata da un insieme di Ong e associazioni pacifiste contro le mine.

L’ultimo rapporto 2021 sulle mine antiuomo, Landmine monitor, riporta 7.073 vittime di mine anti persona, 2.492 morti e 4.561 feriti gravi. Sono almeno 50 milioni le mine pronte ad esplodere nelle zone di guerra (almeno 60 territori nazionali). La produzione non è mai terminata nei Paesi che, a differenza dell’Italia, non hanno aderito al trattato di Ottawa del 1997 (come Cina, Russia e Stati Uniti) e anche alcuni degli Stati che hanno ratificato quell’accordo non hanno proceduto ad eliminare le mine dai loro depositi, add esempio la Finlandia, la Svezia e la Grecia. Sempre secondo il Land mine monitor in quattro anni sono stati investiti nel settore oltre 31 i miliardi di dollari e sono 110 le istituzioni finanziarie che sovvenzionano la produzione di queste armi.

Sul tema è intervenuta anche Rossella Miccio, presidente di Emergency: “Sono passati oltre vent’anni da quando Gino Strada ha parlato degli effetti di questi “Pappagalli verdi” (titolo del suo libro che richiama l’aspetto delle mine simili a giocattoli) sui bambini in Afghanistan, e ancora vediamo le conseguenze dei conflitti tutti i giorni nei nostri ospedali. Dodici Paesi, tra cui Stati Uniti, Cina e Russia, non hanno ancora ripudiato la futura fabbricazione di mine, mentre 16 Paesi producono bombe a grappolo. Disincentivare i finanziamenti per la loro produzione è pertanto cruciale, e questa legge segna dunque un passo avanti per dare effettiva attuazione all’articolo 11 della Costituzione Italiana, consci però che la strada da percorrere è ancora molta”.

 

di Valentina Colombo

Mine_Antipersona

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