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3 Settembre 2021 | Attualità

Italia verso obbligo vaccinale e terza dose. Congelati i no vax

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha disegnato la strada che porterà all’obbligo vaccinale. Dapprima l’estensione del pass a un numero crescente di categorie, partendo dalla pubblica amministrazione. Poi l’intento è di arrivare a una legge che inserisca il vaccino anti covid tra quelli obbligatori già previsti dalle leggi sulla sanità pubblica, una volta che sarà stata data l’autorizzazione definitiva dalle autorità di farmacovigilanza europea e italiana. A sostenere la strada indicata in conferenza stampa si è espresso il presidente dell’Aifa, autorità italiana del farmaco, Giorgio Palù: “L’obbligo del vaccino è sicuramente un’opzione. Esiste già l’obbligo vaccinale in Italia per 11 vaccini. Sta alla politica assumersi la responsabilità di questa decisione. È una scelta razionale. Di fronte a una pandemia con 4 milioni e mezzo di morti, con 130 milioni di soggetti infettati, che ha devastato il mondo, credo che pensare a un obbligo vaccinale da un punto di vista scientifico, sia molto razionale. Va deciso con una legge ordinaria del Parlamento, quindi c’è bisogno di un tempo parlamentare necessario”.

La Lega si è dissociata ma sul punto è in minoranza nel Governo, per cui ha confermato che voterà “no” all’obbligo ma rimarrà nell’esecutivo. L’Italia potrebbe dunque essere il primo Paese ad introdurre l’obbligo vaccinale per il Covid ed è facile prevedere che il varo di una legge in questo senso aprirebbe la strada a un dilagare di norme analoghe in tutte le nazioni europee. Draghi ne ha certamente parlato nel vertice lampo a Marsiglia con il presidente francese Emmanuel Macron con cui sta disegnando l’asse forte europeo del post Angela Merkel.

La terza dose

Mario Draghi ha anche annunciato il via alla terza dose di vaccino, partendo già nelle prossime settimane dai più “fragili”. Anche in questo caso la decisione è stata presa a valle di una serie di considerazioni che lo stesso Giorgio Palù ha confermato tra cui l’elevata contagiosità delle nuove varianti e la diminuzione del tempo di incubazione della malattia. “Sicuramente la variante Delta è molto più contagiosa – dice Palù in una intervista al quotidiano la Repubblica – la carica virale nelle prime vie respiratorie è da 100 a 1000 volte superiore rispetto a quella prodotta dal ceppo originario di Wuhan e anche il tempo di incubazione che all’inizio della pandemia era di 4-5 giorni, adesso è di 2 giorni. Sono 48 ore, spesso in fase presintomatica, e questo la dice lunga su come sia difficilissimo, se non mantenendo comportamenti corretti, dispositivi di protezione, igiene e distanziamento, proteggersi dal contagio”.

Flop No Vax

Il primo settembre il mondo dei trasporti era atteso al varco dai No vax: per attraversare le regioni è ora necessario esibire il pass vaccinale e le proteste annunciate si disegnavano imponenti. Ma le manifestazioni hanno raccolto pochissime persone e di fatto sono state un flop anche per la posizione dura della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese che dopo essere stata accusata di eccessiva tolleranza aveva annunciato il pugno duro contro chi avesse cercato di bloccare i trasporti. Un segnale di debolezza ma non di scomparsa del movimento che dà segnali di riorganizzazione. La caduta del peso popolare potrebbe portare a un aumento delle attività clandestine con azioni più preoccupanti per l’ordine e la sicurezza rispetto alle manifestazioni di piazza. 

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