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4 Aprile 2024 | Innovazione

Italiano il primo sistema a levitazione magnetica per binari tradizionali

È prodotto dall’azienda Irolev e promette di adattarsi anche a infrastrutture ferroviarie non esattamente all’avanguardia In un ambito come quello ferroviario, in cui ogni novità comporta investimenti multimilionari, un’azienda che promette di far muovere i treni con la levitazione magnetica sui vecchi binari già in uso ha tutte le carte in regola per fare la […]
Il sistema di levitazione magnetica per i treni - dal sito ironlev.com

È prodotto dall’azienda Irolev e promette di adattarsi anche a infrastrutture ferroviarie non esattamente all’avanguardia

In un ambito come quello ferroviario, in cui ogni novità comporta investimenti multimilionari, un’azienda che promette di far muovere i treni con la levitazione magnetica sui vecchi binari già in uso ha tutte le carte in regola per fare la storia. Ancor più se questa azienda è italiana e promette di migliorare, grazie ai campi magnetici, un’infrastruttura ferroviaria che è, da decenni, speranza e disperazione di molti.

L’azienda si chiama Ironlev ed è specializzata in sistemi di levitazione magnetica. A guidarla Adriano Girotto, già Girotto Brevetti: l’idea è quella di muovere un convoglio ferroviario a levitazione lungo un binario tradizionale, conservando le rotaie di ferro e senza bisogno di alcuna nuova infrastruttura. L’azienda è arrivata questa tecnologia durante lo studio di un motore lineare e l’ha subito brevettata. L’azienda impiega d’altronde i programmi di progettazione 3D del colosso SolidWorld GROUP, estremamente all’avanguardia.

Niente elettricità per far galleggiare i vagoni sui binari, essa serve solo per far muovere i treni, che sono tenuti in aria sui binari grazie alla levitazione ferromagnetica passiva. Il sistema è nel suo complesso decisamente sostenibile:  il peso dell’elettricità è più contenuto, non si usano carburanti, non c’è attrito sui binari e il passaggio del treno è decisamente più silenzioso di quello attuale. Al momento il sistema è stato testato su un tratto ferroviario di due chilometri, fra Adria e Mestre. In un mondo ideale tutto potrebbe andare a regime nel giro di cinque anni, secondo l’azienda, ma siamo in Italia e non finiscono mai i bastoni fra le ruote, anche quando levitano.

 

di Daniela Faggion

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