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26 Gennaio 2009 | Attualità

La Bbc si rifiuta di trasmettere un appello per Gaza

Da sabato la Bbc, tv britannica ben reputata per il suo rigore e la sua indipendenza editoriale, si trova al centro di una forte controversia. Il canale si è rifiutato di trasmettere gli appelli allo stop degli scontri a Gaza e la richiesta di aiuto per le vittime dell’offensiva israeliana, da parte del Comitato per le catastrofi urgenti (Dec, comprendente 13 organizzazioni umanitarie). La motivazione del rifiuto è stata spiegata dal direttore generale di rete Mark Thompson: “ In seguito ad un consulto con i capi redattori, abbiamo deciso che diffondere questo appello, sotto qual si voglia forma, rischiava di mettere in questione la fiducia che il pubblico ha verso l’imparzialità dell’insieme della copertura mediatica degli eventi da parte della Bbc ”. Sembra che tutte le reti televisive britanniche si fossero messe d’accordo per non trasmettere l’appello e, solo dopo varie proteste giunte da tutte le parti, Itv, Channel 4 e Channel 5 hanno accettato di trasmetterlo questo lunedì Sabato scorso circa 5 mila persone hanno protestato di fronte alla sede Bbc nel centro di Londra, sette manifestanti sono stati arrestati mentre a Glasgow due uffici del canale sono stati occupati da alcune persone in protesta. La pressione sul canale è maggiormente aumentata quando due personalità importanti della chiesa anglicana si sono unite ai manifestanti durante le proteste di domenica. “ La Bbc deve diffondere questo appello ” ha dichiarato l’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, sostenuto dall’arcivescovo di York, John Sentamu: “ on è un appello di Hamas che chiede le armi, ma un appello del Comitato d’urgenza per le catastrofi che chiede aiuti umanitari…Rifiutandosi, la Bbc ha già preso posizione e compromesso la sua imparzialità ”. Sul piano politico, 51 deputati britannici hanno sostenuto una mozione parlamentare e si sono dichiarati stupefatti per la condotta della Bbc considerandola poco convincente e incoerente. Anche il ministro per la Cooperazione internazionale, Douglas Alexander, ha dichiarato che l’opinione pubblica britannica era capace di distinguere tra un sostegno ad una causa umanitaria e ciò che potrebbe essere percepito come una presa di posizione in un conflitto.

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