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9 Dicembre 2021 | Attualità

La prima della Scala: bentornata!

Sobrio, elegante, chic il parterre d’eccezione per la Prima della Scala, martedì 7 dicembre 2021. L’evento, d’interesse mondiale, che accende i riflettori su Milano. Il pubblico nuovamente in presenza, a capienza massima, dopo lo stop imposto dalla pandemia nel 2020.

Moltissime le personalità del mondo istituzionale e culturale che hanno assistito al Macbeth di Verdi. Opera diretta da Riccardo Chailly, con la regia di Davide Livermore e un cast stellare con Luca Salsi, protagonista, Anna Netrebko la perfida Lady Macbeth mentre Francesco Meli è Macduff e Ildar Abdrazakov veste i panni di Banco.

Politici, artisti, personaggi della cultura e delle scienze – perché il Bel Canto dà piacere e fa bene alla salute – hanno sfilato sul tappeto rosso che conduce nel Piermarini, uno dei teatri più prestigiosi al mondo.

Una pioggia di applausi e un toccante tributo è stato riservato a Sergio Mattarella. Oltre quattro minuti di battimani e grida “bis” dal pubblico (nel Teatro alla Scala rarissimo) in standing ovation per il Capo dello Stato, al suo ingresso – l’ultima volta da presidente della Repubblica – con la figlia Laura, nel palco d’onore.

Un appuntamento che coniuga musica e cultura, moda e costume. Tra scollature, gioielli, paillettes, smoking e tacchi a spillo un eventoall’insegna della mondanità, che per una sera si raduna a teatro. Con le signore della Milano bene felici di ritrovarsi dopo l’angoscia della pandemia, di riconoscere volti sorridenti nonostante le mascherine (seppure alla moda), di rivivere l’orgoglio milanese perché così definiscono l’appuntamento scaligero più atteso e festoso dell’anno. «La prima è gioia, è festa, è leggerezza, è un evento che caratterizza l’orgoglio di un’intera città» commentano alcune eleganti signore, assidue frequentatrici dello storico teatro. La tradizione “del vestirsi” per andare alla Prima della Scala è iniziata nel 1951, quando Victor de Sabata decise che l’inaugurazione della stagione lirica scalingera (fino ad allora il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano) sarebbe avvenuta nel giorno di Sant’Ambrogio, patrono della città. Da ’70 anni, dunque, pellicce, papillon e bel canto si sono intrecciati a doppio filo. Pronti a tutto pur di spiccare nella serata più attesa dell’anno, nonostante le limitazioni legate all’introduzione del super green pass.

Macbeth, è stato definito un ritorno alla normalità, il giorno della rinascita per Milano.

«È una rinascita, è una cosa bellissima essere tutti quanti qui in presenza. È la vittoria nostra contro il Covid grazie ai vaccini», ha osservato il virologo Roberto Burioni.

«È per me, e per Milano, un momento carico di energia e di gioia» è quanto affermato dallo stilista Giorgio Armani, socio fondatore sostenitore della Scala, e partner della serata inaugurale della stagione 2021/2022: «Dopo un periodo difficile per il mondo dello spettacolo e della musica questa Prima della Scala assume un forte valore simbolico. Si apre la stagione di una delle istituzioni più importanti della città e dopo mesi di capienze ridotte, la Scala accoglie finalmente il pubblico al completo. Io sono stato felice di esserci, ancora una volta, e non solo come spettatore e come milanese, ma come partner della serata e creatore del decoro floreale del Teatro». Un regalo da parte dello stilista che ha voluto omaggiare gli ospiti della serata della decorazione floreale realizzata da Armani/Fiori. I 51 palchi, oltre al palco centrale, sono stati allestiti con circa 10mila rose di quattro diverse nuances di arancione e circa 3mila rami di orchidee arancioni tra varietà di Phalaenopsis, Vanda e Dendrobium. Il sovrintendente del Teatro alla Scala Dominique Myer ha commentato: «Sono felice di questa collaborazione. L’immagine di Armani e del Teatro alla Scala vanno davvero bene insieme». E proprio per sottolineare il suo sostegno al mondo dello spettacolo e in particolare della musica, Giorgio Armani ha salutato la nuova stagione della Scala con un messaggio sullo storico muro di via Broletto dove da sempre campeggiano le pubblicità della maison: un’immagine del teatro con il suo pubblico, sulla quale spicca, scritto a mano, il saluto ‘Bentornata!’

A Cristina Fogazzi, in arte l’Estetista Cinica, fenomeno virale, in rete come in televisione, imprenditrice bresciana, protagonista di una storia da favola, abbiamo chiesto perché è così sentita la Prima della Scala? «È una tradizione milanese. Per me che sono arrivata a Milano tanti anni fa dormendo in un centro estetico, essere alla Prima è davvero emozionante. Dalla mia prima “prima”, mi aspetto l’emozione dell’opera, l’emozione di Verdi, e anche l’emozione della prima “prima” dopo il Covid, quest’anno è davvero un segnale importante».

Il sipario si chiude. Una pioggia di fiori, accompagnata da dodici interminabili minuti di applausi, a onorare gli artisti e Roberto Bolle, primo ballerino al mondo a essere contemporaneamente Étoile del Teatro alla Scala di Milano e Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York, che dell’evento televisivo messo in onda in mondo visione nella esclusiva edizione della Prima a porte chiuse del 2020, a ricordare come «L’anno scorso eravamo tutti protagonisti in tv: ballerini, cantanti, orchestra, coro. Fu un successo collettivo. Adesso avere un ritorno in presenza è molto importante. È una grande emozione, una vera gioia. Il messaggio che la Prima della Scala lascia è quello della ripartenza. È il momento di ripartire con la capienza al 100% e finalmente ci siamo».

 

 

di Luisa D’Elia

Scala di Milano

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