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7 Settembre 2009 | Attualità

La strana vicenda di Report e le incertezze di Raitre

Il nuovo corso Rai, il caso Report e il futuro (incerto) della terza rete. E’ stato un fine settimana complicato quello di Viale Mazzini, cominciato con un articolo di Aldo Grasso sul Corriere della Sera che anticipava alcune delle (possibili e prossime) mosse aziendali. Prima di tutto: via Paolo Ruffini, attuale direttore di Raitre, sostituito da Giovanni Minoli. Gli interessati smentiscono, anche se di una carica importante per Minoli si parla da tempo. Poi, la notizia che il dg Mauro Masi avrebbe negato, per la prossima edizione del programma, la copertura legale ai giornalisti di Report. L’ufficio stampa di Viale Mazzini smentisce, anche se in maniera blanda, quanto scritto dal critico del quotidiano milanese: “ Escludo che l’azienda possa agire in questi termini (esponendo i reporter in prima persona, ndr) nei confronti dei giornalisti di un suo programma – dice Giuseppe Nava, direttore dell’Ufficio stampa Rai – Certo è che bisogna fare una distinzione tra responsabilità aziendali e responsabilità dei singoli” . Dichiarazioni che non scacciano i dubbi sul futuro della trasmissione di Raitre, più volte attaccata e querelata per le sue inchieste e sempre uscita indenne da ogni procedimento legale. Se davvero ogni autore dei servizi sarà d’ora in poi responsabile in proprio di eventuali azioni legali, difficilmente vedremo in futuro programmi che indagano sulla gestione di Telecom, sulle politiche sociali del governo (Social Card in testa), sulle commistioni tra politica, criminalità organizzata e informazione in Sicilia, solo per citare alcune delle inchieste svolte in dodici anni da Report. I capi saldi della linea editoriale recente della terza rete sembrano tutti a rischio sparizione o riconversione : il direttore, Report ma anche Che tempo che fa. In Rai nessuno si sbilancia: nessuna smentita, nessuna conferma, come a dire che tutto è possibile, in un periodo di grandi polemiche e attacchi politici all’informazione e ai mezzi di comunicazione. Questo nonostante gli ottimi risultati di audience ottenuti proprio da Ruffini, che anche con i suddetti programmi ha consolidato l’immagine e il pubblico di Raitre, perdendo solo lo 0,8% di share con il passaggio al digitale terrestre, a differenza del 4% medio degli altri canali pubblici. E, mentre gli addetti ai lavori attendono conferme e nuovi nomi per i palinsesti e le poltrone della Rai, anche se il presidente Garimberti non ha inserito nell’ordine del giorno del cda del 9 settembre la questione delle nomine, sul web si organizzano gruppi di sostegno a favore di Milena Gabanelli e dei suoi collaboratori. Realtà virtuale.

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