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14 Aprile 2022 | Attualità

L’artista ucraino Pavlo Markov e la sua installazione presenti alla Biennale

E’ in allestimento in questi giorni l’installazione dell’artista Paolo Markov per la Biennale di Venezia. All’inaugurazione il 23 aprile sarà presente anche l’autore che è riuscito a lasciare l’Ucraina e raggiungere a inizio marzo il nostro Paese.  All’invio della guerra in Ucraina la Biennale di Venezia aveva informato che sarebbe stato molto difficile avere il […]
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E’ in allestimento in questi giorni l’installazione dell’artista Paolo Markov per la Biennale di Venezia. All’inaugurazione il 23 aprile sarà presente anche l’autore che è riuscito a lasciare l’Ucraina e raggiungere a inizio marzo il nostro Paese. 

All’invio della guerra in Ucraina la Biennale di Venezia aveva informato che sarebbe stato molto difficile avere il contributo ucraino all’esposizione. La settimana dopo la Biennale ha annunciato l’esatto opposto: l’opera c’è ed é in allestimento. Si chiama Fontana dell’esaurimento e verrà presentata a Venezia e inaugurata alla presenza del suo ideatore Paolo Markov  il 23 aprile.

Markov nato a Sanpietroburgo ma cittadino ucraino è riuscito ad abbandonare la bombardata Karkiv nei primi giorni del mese di marzo con la moglie e la madre di 93 anni, lasciando i figli nel loro paese natale.

A portare l’opera in Italia è stata la curatrice Maria Lankro che ha raggiunto l’Ucraina per caricare in macchina il cuore dell’intero progetto: la fontana composta da 78 imbuti di bronzo.

La storia della Fontana dell’Esaurimento ha inizio negli anni ’90, a Kharkiv, in Ucraina. Le infrastrutture fatiscenti post-sovietiche presenti in città, le continue interruzioni dell’approvvigionamento idrico e gli spazi pubblici trascurati creavano un clima di degrado. Nessuna delle fontane pubbliche di Kharkiv era attiva. Una volta, un incidente all’impianto di depurazione locale provocò un allagamento e l’interruzione delle forniture idriche per quattro settimane. Influenzato da questa atmosfera, l’artista Pavlo Markov rivolge la sua attenzione ai corpi idrici naturali: i fiumi locali Lopan’ e Kharkiv. Il luogo di confluenza dei due fiumi ha ispirato in lui l’idea della struttura ad imbuto con due cannelli. La fontana è infatti composta da una piramide di imbuti di bronzo dove l’acqua, colando dall’imbuto posto all’apice in quelli sottostanti, si divide fino a che solo poche gocce raggiungono la base richiamando cosi il concetto dell’esaurimento.

E’ l’esaurimento dell’umanità – commenta Pavlo Markov ai microfoni di Radio 24 con un italiano quasi perfetto – L’umanità é una cosa molto grande che contiene il nostro rapporto con la natura, con il nostro ambiente, con la nostra moralita”.

Un tema molto vivo se si pensa al momento storico che stiamo vivendo.

Inevitabile durante le tante interviste avute in questo periodo il costante riferimento dell’artista a quello che sta succedendo al suo popolo, ai tanti civili morti e alle brutalità eseguite, non tanto un giudizio politico ma piú un grido di dolore.

 

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Fountain of Exhaustion. Exhibition Pavlo Makov. The Fountain in the Andrey Sheptytsky National Museum in Lviv 2017. Courtesy of the Ya Gallery Art Center

Fonte foto: https://www.anordestdiche.com/biennale-venezia-russia-ucraina/

di Sara Giudice

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Di <a href="https://www.telepress.news/author/sara-giudice/" target="_self">Sara Giudice</a>

Di Sara Giudice

Nata e cresciuta a Milano, laureata in Relazioni Internazionali, dal 2021 scrivo per Telepress, dove racconto di cultura, arti in ogni loro forma, lifestyle e attualità, dedicandomi con entusiasmo alla sezione New Video. Il mio percorso di sei anni nell’editoria, subito dopo gli studi, orienta la mia attenzione verso tutto ciò che ruota attorno al mondo del libro, dell’arte e della cultura contemporanea.