Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

23 Gennaio 2013 | Attualità

Lavoratori di tutto il mondo, postate su Facebook

Facebook è un baluardo della libertà di espressione, almeno secondo il National labor relations board , l’agenzia del governo federale che da ottant’anni regola le relazioni tra lavoratori e aziende negli Stati Uniti. In buona sostanza, i dipendenti possono denunciare le angherie e i soprusi del proprio capo via social network, senza temere ritorsioni. Status e commenti su Fb non potranno costituire prova a discapito dei lavoratori, ne essere usati come scusa per licenziare qualcuno . “I social media sono visti sempre più come un punto di incontro e discussione dei lavoratori” dice Mark Gaston Pearce, presidente del Nlbr, spiegando come le opinioni non lesive della dignità personale siano tranquillamente veicolabili via Facebook, Twitter e blog, anche quando riguardano capi e dirigenti aziendali. Le grandi compagnie, ovviamente, non hanno gradito la presa di posizione , ribadendo di aver già in vigore regolamenti interni che vietano l’uso dei social network in sede di lavoro, nonché di commentare le attività dei colleghi e della società. Le norme, però, sono state dichiarate illegali dal Nlrb, che ha costretto colossi come General Motors e Target a riassumere i dipendenti licenziati in seguito alle rimostranze via web.

Guarda anche:

Italian Tech Week: a Torino il 29 e il 30 settembre

A Torino il 29 e il 30 settembre si svolge l’Italian Tech Week. Un appuntamento che, nelle due giornate, affronta temi legati a innovazione e nuove tendenze. Si tratta di un’occasione importante che...

SOS frantoi. Il paradosso italiano

Unaprol e Coldiretti hanno recentemente presentato l’esclusivo rapporto su “La guerra dell’olio Made in Italy” diffuso all’alba dell’attuale campagna olearia 2022/2023. Ad emergere è un’incognita...

In Italia i podcast registrano una crescita del 7%

I podcast in Italia stanno prendendo piedi a un ritmo costantemente in crescita. Un incremento nel consumo del 7% rispetto allo scorso anno, a conferma di un trend positivo che negli ultimi 6 anni...