L’universo ha un nuovo polo d’eccellenza nel cuore dell’Umbria. Con l’inaugurazione del Laboratorio Internazionale CAOS (Centro per Applicazioni sulle Onde gravitazionali e la Sismologia) presso il Polo Universitario di Ingegneria di Perugia l’Italia compie un passo decisivo verso una delle frontiere più ambiziose della fisica moderna, con cui l’Italia si candida a ospitare l’Einstein Telescope, il futuro colosso europeo per lo studio delle onde gravitazionali.
Il valore dell’operazione risiede nella sua natura di ponte tra il territorio e le grandi sfide globali. Finanziato con oltre 10 milioni di euro, di cui 7 milioni dai fondi PNRR del progetto ETIC (Einstein Telescope Infrastructure Consortium) e la restante parte tra fondi MUR Dipartimenti di Eccellenza, fondi di Ateneo UniPg e un progetto strategico MUR Italia-Giappone, il laboratorio è il risultato di una sinergia profonda tra l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l’Università degli Studi di Perugia, l’European Gravitational Observatory (EGO) e il Ministero dell’Università e della Ricerca. Nel videomessaggio inaugurale la titolare del MUR, Anna Maria Bernini, ha evidenziato come questa infrastruttura rappresenti un contributo fondamentale alla conoscenza del cosmo e si inserisca in un ecosistema scientifico che punta a portare in Sardegna, nell’area di Sos Enattos, la sede dell’Einstein Telescope.
L’importanza internazionale del polo perugino è testimoniata dalla presenza di figure di primo piano della comunità scientifica mondiale, tra cui il Premio Nobel Takaaki Kajita. Alla cerimonia hanno preso parte il Rettore dell’Università degli Studi di Perugia Massimiliano Marianelli, la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il Presidente dell’INFN Antonio Zoccoli, la Sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi e Raffaele Marras, consulente per ET della Regione Sardegna in rappresentanza della Presidente Alessandra Todde. Il coordinamento scientifico nazionale di ETIC è affidato a Michele Punturo, dirigente di ricerca INFN e coordinatore internazionale della collaborazione ET; Helios Vocca, Principal Investigator di ETIC per l’Ateneo perugino, dirige il Laboratorio CAOS. Il laboratorio fungerà da centro nevralgico per lo sviluppo di tecnologie d’avanguardia: al suo interno verrà realizzato il primo prototipo dei sistemi di sospensione e controllo delle ottiche, componenti tra i più sofisticati e critici per il successo delle future rilevazioni di onde gravitazionali, e porrà Perugia in dialogo diretto con giganti come il CERN di Ginevra o i rilevatori LIGO e KAGRA negli Stati Uniti e in Giappone.
Sotto il profilo istituzionale l’operazione è un segnale di vitalità di un sistema accademico che sceglie di essere protagonista del progresso: il Rettore Massimiliano Marianelli ha rimarcato la volontà dell’ateneo di orientare saperi e risorse verso risultati di portata globale, per trasformare la ricerca specialistica in un bene comune. Allo stesso modo, la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha sottolineato come la collaborazione tra istituzioni e centri di ricerca sia un volano per attrarre investimenti, formare nuovi talenti e rafforzare la competitività del Paese nelle grandi sfide scientifiche.
L’impatto del progetto supera i confini regionali e definisce un asse strategico con la Sardegna, dove sono previste ricadute positive che la sfida di Einstein Telescope può generare sull’economia, sulla cultura e sull’occupazione dell’intero territorio nazionale. Inserito dal 2021 nella roadmap ESFRI come priorità per la ricerca europea, Einstein Telescope attende entro il 2027 la decisione sulla collocazione definitiva.
Con un investimento che supera i dieci milioni di euro, Perugia si conferma così una capitale della scienza internazionale. La città in questi giorni ospita anche il XIV Workshop internazionale dell’esperimento KAGRA, l’osservatorio giapponese di onde gravitazionali, e sabato 16 maggio offrirà al pubblico, all’Auditorium San Francesco al Prato, l’evento “La musica di Einstein”, con il dialogo tra Kajita e Pia Astone, dirigente di ricerca INFN, e gli intermezzi musicali di Giovanni Viola al violino appartenuto ad Albert Einstein. Tutto ciò dimostra che la strada per comprendere i segreti più profondi dell’universo passa inevitabilmente per la capacità di fare rete, innovare e guardare lontano.

