Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

31 Marzo 2022 | Attualità

Pesaro capitale italiana della cultura 2024 all’unanimità

La città di Gioachino Rossini si aggiudica il titolo con il dossier “La natura della cultura” che si articolerà in un programma di iniziative con l’obiettivo di dar vita a una “festa delle Marche”.

Pesaro è stata eletta “Capitale italiana della cultura 2024”. La decisione è stata presa all’unanimità dalla commissione del Ministero della cultura (Mic) e annunciata dal ministro Dario Franceschini che ha commentato: “La valorizzazione del rapporto tra città e territorio, con un programma esteso a tutta la provincia, rende corale il riconoscimento”.

La dedica a Kharviv

Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, ha dedicato la proclamazione della sua città all’Ucraina: “Vogliamo dedicare questa vittoria a Kharkiv, come noi Città della Musica UNESCO, in questo momento sotto gli attacchi russi. Spero che presto Kharkiv possa tornare a suonare, anche insieme a noi”.

Le motivazioni della scelta

La città marchigiana è stata eletta capitale della cultura perché – si legge nelle motivazioni ufficiali della commissione del Mic – “offre al Paese un’eccellente candidatura basata su un progetto culturale che valorizzando un territorio già straordinariamente ricco di testimonianze storiche e preziosità paesaggistiche ambientali, propone azioni concrete attraverso le quali favorire anche l’integrazione, innovazione, sviluppo socio-economico”.

Le motivazioni proseguono poi citando il giusto equilibrio tra natura, cultura e tecnologia, l’enfasi data al valore della cittadinanza, lo sforzo di coinvolgimento delle giovani generazioni in un programma impegnativo. Infine, la valorizzazione del rapporto tra città e territorio, con un programma esteso in modo articolato a tutti i Comuni della provincia ha reso unanime la scelta.

La cerimonia e le 10 città finaliste

La cerimonia si è svolta a Roma, dove oltre al ministro della Cultura erano presenti i 10 sindaci finalisti per le città di Ascoli Piceno, Chioggia, Grosseto, Mesagne, Pesaro, Sestri Levante con il Tigullio, Siracusa, Unione dei Comuni Paestum-Alto Cilento, Viareggio e Vicenza.

Il dossier “la natura della cultura”

Il dossier presentato per la candidatura di Pesaro a Capitale della cultura 2024 si intitola “La natura della cultura” e si sviluppa in 5 sezioni che declinano attraverso una serie di iniziative il rapporto tra arte, cultura e tecnologia. Il vicesindaco di Pesaro e assessore alla Bellezza Daniele Vimini, ricordando e ringraziando alcune persone che sono state importanti per il traguardo raggiunto, ha lanciato un pensiero all’eredità di Pesaro, citando il suo cittadino più illustre, Gioachino Rossini: “Grazie ai nostri avi che hanno reso grande, culturalmente, la nostra città”. Ha poi aggiunto: “Speriamo di poter cogliere al meglio le opportunità che la proclamazione porta con sé, per la città, per la provincia di Pesaro e Urbino e per le Marche tutte. Lo faremo tenendoci vicina nella programmazione la nostra sorella Ascoli Piceno come promesso, per fare davvero una “festa delle Marche”.

 

di Valentina Colombo

 

Pesaro

Guarda anche:

Treno del Foliage, un viaggio tra i colori dell’autunno

Dal 15 ottobre al 6 novembre sarà possibile vivere un piacevole viaggio tra i colori dell’autunno lungo 52 km, da Domodossola a Locarno.  La tratta percorsa dal Treno del Foliage è stata inserita...

Le elezioni italiane viste dall’estero

La vittoria di Giorgia Meloni alla guida di Fratelli d’Italia è stata commentata dai principali quotidiani internazionali. La vittoria della coalizione di centro destra guidata da Fratelli d’Italia...

I robot amici dell’uomo. La ricerca è italiana

Sono robot collaborativi, nati per aiutare i chirurghi a “sentire” gli organi durante un’operazione anche a migliaia di chilometri di distanza, progettati per sollevare delicatamente anziani o malati allettati, per fare pulizie in casa, per lavorare nelle fabbriche, con compiti più rischiosi, riducendo le possibilità di infortuni.