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14 Luglio 2026 | Attualità, Economia

Prezzo elettricità, Italia maglia nera europea

115,9 euro/MWh secondo la Relazione annuale 2026 dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Pesa ancora il prezzo del gas a causa della crisi internazionale

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L’elettricità italiana resta la più cara tra le principali borse europee e il motivo, secondo Arera, è strutturale: il sistema elettrico nazionale dipende ancora troppo dalla generazione a gas. Nella Relazione annuale 2026, dedicata ai dati 2025 e presentata alla Camera dal presidente Nicola Dell’Acqua, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) indica un Prezzo unico nazionale medio di 115,9 euro al megawattora, in aumento del 7% rispetto al 2024.

Il confronto con gli altri grandi mercati europei è netto: in Francia il prezzo medio è stato di 61,1 euro/MWh, in Spagna di 65,3 euro/MWh. Il differenziale si riflette direttamente su famiglie e imprese. Secondo i dati ARERA riportati da ANSA, nel 2025 le famiglie italiane hanno pagato l’elettricità il 13% in più rispetto alla media dell’area euro, mentre per le imprese il divario è stato ancora più pesante: +24,1% rispetto ai concorrenti europei.

Il dato arriva in un anno in cui il mix elettrico italiano ha mostrato un’inversione di tendenza. Sempre secondo ARERA, la produzione da fonti rinnovabili è diminuita dell’1,5%, mentre il termoelettrico è cresciuto del 5,2%. La produzione elettrica complessiva è salita del 2,4%. Nel discorso del presidente Dell’Acqua, le fonti rinnovabili risultano comunque aver coperto nel 2025 il 48% della produzione nazionale, ma il peso del gas continua a condizionare la formazione del prezzo.

Anche il mercato del gas conferma la vulnerabilità italiana. I consumi di metano sono aumentati del 2% nel 2025. La produzione nazionale resta limitata: 3 miliardi di metri cubi, in crescita rispetto ai 2,6 miliardi del 2024, ma ancora insufficiente a ridurre in modo significativo la dipendenza dall’estero. Per coprire il fabbisogno sono raddoppiati i flussi dagli Stati Uniti ed è aumentato l’arrivo di gas da Norvegia e Olanda. Il gas naturale liquefatto, che vale circa un terzo dell’import complessivo, è cresciuto del 44% in un anno.

ARERA segnala anche un problema sul mercato libero retail: molti clienti continuano a scegliere offerte non ottimali. Il presidente Dell’Acqua ha sottolineato che il divario tra le offerte sottoscritte dai consumatori e quelle più efficienti disponibili resta elevato, perché nel mercato libero di piccola taglia pesa soprattutto la fiducia nel marchio dell’operatore. L’Autorità sta valutando anche una certificazione dei venditori di energia, per contrastare pratiche commerciali poco professionali.

Il dossier italiano si inserisce nel più ampio quadro europeo. Da Bruxelles, la vicepresidente della Commissione Ue per la Transizione pulita, Teresa Ribera, ha annunciato che il piano europeo per l’elettrificazione, atteso entro luglio, punterà ad allargare l’uso dell’elettricità nei consumi finali, dalla mobilità al riscaldamento e raffrescamento. Ma per l’Italia il punto di partenza resta il più difficile: elettrificare di più, pagando l’elettricità più cara.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/daniela-faggion/" target="_self">Daniela Faggion</a>

Di Daniela Faggion

Emiliana di nascita, non ho ancora deciso dove mi piacerebbe mettere radici: nel frattempo sto in prestito a Milano dal 2000. Giornalista pubblicista dal 2003 e professionista dal 2006, ho lavorato per diversi media e pubblicato due libri. Scrivo per Telepress dal 2022 e mi occupo di attualità, scienze, ambiente, ed enogastronomia, sempre per raccontare l'Italia vista dal mondo e l'Italia in giro per il mondo.