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18 Giugno 2008 | Innovazione

Privacy: più sicurezza ai cittadini

I garanti della privacy europei hanno espresso la necessità di offrire servizi più efficienti per la tutela degli utenti in materia di sicurezza delle reti; a tal riguardo il quadro normativo su privacy e comunicazioni elettroniche, al quale stanno lavorando le istituzioni, dovrà includere regole ferree.

I garanti della privacy europei hanno espresso la necessità di offrire servizi più efficienti per la tutela degli utenti in materia di sicurezza delle reti ; a tal riguardo il quadro normativo su privacy e comunicazioni elettroniche, al quale stanno lavorando le istituzioni, dovrà includere regole ferree. Il pacchetto di proposte della commissione ne comprende una relativa all’istituzione di un’autorità preposta al mercato delle comunicazioni , con il compito di definire standard di sicurezza europei.  I garanti concordano anche sulla possibilità di applicare gli emendamenti proposti dalla commissione: in particolare, l’abilitazione delle disposizioni della direttiva alle cosiddette “etichette elettroniche” Rfid e l’attribuzione del diritto di intraprendere azioni legali in caso di violazioni della normativa nazionale (per esempio, in materia di spam) anche a soggetti non direttamente colpiti ma comunque direttamente interessati, come i provider di servizi internet.  E’ stata avanzata inoltre la proposta di estendere l’obbligo per i provider di servizi di comunicazione di notificare violazioni della sicurezza delle reti a tutti gli utenti anziché ai soli abbonati a tali servizi.  Ampliando invece la definizione di sistemi di “chiamata” e includendovi i sistemi di “comunicazione” (per tenere conto degli sviluppi tecnologici legati, ad esempio, alla tecnologia Bluetooth, il cui funzionamento è difficilmente assimilabile a una “chiamata” sul terminale dell’utente) si potrebbe garantire una protezione più efficace nei confronti delle comunicazioni indesiderate. Per lo stesso motivo, l’estensione del “diritto di intraprendere azioni legali” dovrebbe comprendere anche le violazioni dell’articolo 5.3 della direttiva, ossia l’uso e l’installazione, per esempio, di spyware.

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