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28 Dicembre 2021 | Attualità

Refugees Welcome: la piattaforma per accogliere i profughi

Dal 2019 sono state attivate 113 convivenze in famiglia. In Italia sono 754 le famiglie pronte a farsi carico di una persona rifugiata. Refugees Welcome Italia è l’associazione che promuove l’accoglienza dei rifugiati in famiglia. Un percorso di integrazione sperimentato nei comuni di Roma, Palermo, Bari, Ravenna e Macerata.

Il progetto

Nel corso dei tre anni di progetto il 90% dei rifugiati accolti hanno raggiunto la piena autonomia, e l’associazione ha formato 140 persone tra operatori e attivisti. Le famiglie iscritte nei territori di progetto e pronte a farsi carico dell’accoglienza di un rifugiato sono 754. Refugees Welcome Italia, attraverso un confronto sistematico con l’Ente Valutatore Università di Tor Vergata, ha sviluppato degli strumenti per condurre la valutazione dell’impatto sociale del progetto. Il Board, composto da docenti universitari ed esperti di welfare ed accoglienza, ha sottolineato come l’accoglienza in famiglia promossa da Refugees Welcome Italia rappresenti a tutti gli effetti un’innovativa esperienza di welfare di prossimità.

Alcune storie

Alhassane è nato in Niger, da piccolo si è trasferito in Ghana. Poi ha raggiunto un fratello in Libia. Da lì si è imbarcato e ancora minorenne è arrivato in Sicilia per poi fermarsi a Giovinazzo in Puglia. Qui lo ha accolto la famiglia Turturro. Al ragazzo sono stati dati degli obiettivi da raggiungere tra i quali finire la scuola e conseguire la patente. A giugno si è diplomato. Oggi Alhassane si frequenta con una ragazza italiana e sta cercando casa. Anche Ibrahim ha trovato una famiglia grazie a Refugees Welcome Italia, i Neppi di Madona di Torino. “Non volevamo più limitarci alla pietà, a dire “poverini”, volevamo fare qualcosa di concreto, di generoso e così ci siamo mossi. Nostra figlia, da tempo coinvolta nelle tematiche dell’integrazione, si è subito detta contenta della decisione. Nostro figlio invece all’inizio ha mostrato qualche diffidenza, oggi però vive con grande serenità la convivenza con Ibrahim.” Il ragazzo maliano ha 20 anni ed è arrivato nella penisola quando ne aveva 13. Frequenta l’ultimo anno della maturità professionale e sogna un futuro da cuoco. Finalmente ora si sente parte di una famiglia.

di Alessandro Bonsi

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