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30 Settembre 2026 | Attualità, Eventi

Sanremo cambia rotta e inventa una gara per l’Eurovision

Il rappresentante italiano alla manifestazione europea sarà deciso dalla nuova “Serata Performance”, con classifica autonoma

Il nuovo regolamento cambia il festival

Chi vince Sanremo non stacca più in automatico il biglietto per andare all’Eurovision. È la novità più significativa del regolamento per il 2027, il primo affidato a Stefano De Martino. Dopo oltre un decennio, la Rai separa i due traguardi: il sabato sera verrà incoronato il vincitore del Festival, mentre il rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest sarà stato scelto già la sera prima, attraverso una gara apposita.

La 77ª edizione, in programma al Teatro Ariston dal 16 al 20 febbraio 2027, avrà 24 artisti in gara, compreso il vincitore di Sanremo Giovani. La rivoluzione “eurovisiva” arriverà venerdì 19 febbraio con la nuova “Serata Performance”: tutti i concorrenti torneranno sul palco con il proprio brano, ma potranno ripensarne l’esecuzione attraverso una diversa interpretazione, messa in scena ed esibizione.

Non sarà una quarta votazione utile per vincere Sanremo. La serata avrà una classifica completamente autonoma, che non confluirà in quella generale del Festival. A giudicare le performance saranno due componenti con lo stesso peso: la Giuria Popolare per il 50% e una nuova Giuria internazionale di esperti per il restante 50%. Chi arriverà primo sarà designato dalla Rai come rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest 2027.

Sanremo ed Eurovision, finisce l’automatismo

Sarà quindi possibile avere un artista vincitore di Sanremo e un altro inviato all’Eurovision. La novità interrompe una consuetudine consolidata. Dal 2015 il regolamento attribuiva al vincitore di Sanremo il diritto di rappresentare l’Italia all’Eurovision, salvo rinuncia. Le eccezioni più recenti avevano già mostrato qualche limite del meccanismo: nel 2025 Olly, vincitore con Balorda nostalgia, rinunciò alla partecipazione e la Rai scelse il secondo classificato Lucio Corsi, che all’Eurovision arrivò quinto; nel 2016 con la rinuncia degli Stadio fu designata Francesca Michielin.

La formula introdotta per il 2027 cambia il principio alla radice: Sanremo sceglierà la canzone che vince Sanremo; la Serata Performance sceglierà separatamente chi rappresenterà l’Italia in Europa.

È anche un modo per avvicinare la selezione italiana alle caratteristiche dell’Eurovision, dove alla canzone si affiancano necessariamente presenza scenica, interpretazione e costruzione televisiva della performance. Nel regolamento di De Martino questi elementi diventano oggetto di una valutazione specifica già all’Ariston. Anche per questo i concorrenti saranno 24 e non più 30.

Tre gare nella stessa settimana

L’Eurovision non è l’unico elemento che acquista autonomia. Anche la serata delle Cover, anticipata al giovedì, produrrà una propria classifica e un proprio vincitore senza influire sul risultato finale. Il Festival avrà così tre competizioni distinte: Cover, Performance-Eurovision e gara principale.

Cambiano anche i sistemi di voto. Entra il voto online, che insieme al televoto formerà la nuova Giuria Popolare, mentre debutta la Giuria internazionale chiamata a intervenire nella serata Eurovision. Nella prima serata il voto della Sala Stampa, Tv e Web peserà per il 67% e quello popolare per il 33%; nella seconda lo stesso rapporto sarà applicato tra Giuria delle Radio e pubblico. Per le Cover le percentuali saranno invece 34% pubblico, 33% Sala Stampa e 33% Radio.

Il nuovo regolamento mette inoltre alcuni paletti all’uso dell’intelligenza artificiale generativa nella realizzazione delle canzoni, altra novità di un Festival che De Martino eredita dopo gli anni di Amadeus e il biennio di Carlo Conti. Quel che è certo è che, dall’anno prossimo, non sarà più così facile rispondere alla domanda: “Chi ha vinto Sanremo?”.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/daniela-faggion/" target="_self">Daniela Faggion</a>

Di Daniela Faggion

Emiliana di nascita, non ho ancora deciso dove mi piacerebbe mettere radici: nel frattempo sto in prestito a Milano dal 2000. Giornalista pubblicista dal 2003 e professionista dal 2006, ho lavorato per diversi media e pubblicato due libri. Scrivo per Telepress dal 2022 e mi occupo di attualità, scienze, ambiente, ed enogastronomia, sempre per raccontare l'Italia vista dal mondo e l'Italia in giro per il mondo.