Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

22 Aprile 2014 | Innovazione

Social network e tv viaggiamo insieme

Gli italiani davanti alla tv sono contemporaneamente anche assidui frequentatori di social network. Lo certifica un'analisi di comScore MobiLens, secondo la quale uno su due fra coloro che affermano di usare il telefono per attività legate a un programma televisivo.

Gli italiani davanti alla tv sono contemporaneamente anche assidui frequentatori di social network. Lo certifica un’analisi di comScore MobiLens, secondo la quale un o su due fra coloro che affermano di usare il telefono per attività legate a un programma televisivo nel tempo in cui è davanti al televisore visita piattaforme come Facebook e Twitter. Un terzo dice invece di scambiare messaggi e poco più di un quarto accede col telefono a informazioni sul programma che sta guardando . Dalla ricerca emerge che dei possessori di smartphone che sono stati indirizzati a visitare un social network su input di un programma televisivo il 70% afferma di aver letto dei contenuti postati dalle organizzazioni stesse, marchi o eventi. Più della metà (54%) afferma di aver cliccato su un’inserzione pubblicitari a. Una percentuale molto alta, rilevano gli analisti, considerando per esempio che a marzo 2013 la media dei clic sulle pubblicità di Facebook in Italia era dello 0,44%.

Leggi anche:

doctor-effortlessly for free

Primo trapianto combinato da vivente in Italia

A Bergamo un padre ha donato in simultanea rene e fegato alla figlia, affetta da una rara malattia genetica

Medicina sperimentale e bioingegneria alleate per un cuore giovane e sano

E’ nel gioco di squadra fra medicina sperimentale e bioingegneria applicata alla ricerca cardiovascolare uno strumento per prevenire l’invecchiamento dell’organo.

brothers-effortlessly for free

L’asilo nido riscrive il microbioma dei bambini

Uno studio dell’Università di Trento mostra che in quattro mesi i piccoli condividono fino al 20% dei batteri intestinali, con effetti potenzialmente duraturi sul sistema immunitario