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19 Gennaio 2023 | Attualità, Innovazione

Tumore al Pancreas, si lavora al vaccino da Torino a Palermo

Dai fondi del Pnrr arriva un finanziamento di 950 mila euro per prevenire la malattia che ha portato via Gianluca Vialli (e altre 12 mila persone ogni anno).

Un vaccino 2.0 a Dna per la cura del tumore al pancreas. È l’obiettivo del finanziamento da 950mila euro – provenienti dal Pnrr – destinato all’ospedale Molinette di Torino per uno studio da condurre insieme all’Unità del Policlinico Giaccone di Palermo. Il progetto è coordinato da Francesco Novelli, professore ordinario di Immunologia e direttore del dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze per la Salute dell’Università torinese; è stato sviluppato con il sostegno della Fondazione ricerca Molinette onlus; viene condotto insieme all’Unità guidata dalla professoressa Serena Meraviglia nel capoluogo siciliano.

Lo scopo è validare ENO3PEP come vaccino di seconda generazione virtualmente somministrabile a tutti i pazienti con tumore pancreatico. Il brevetto, già depositato, è relativo a “un vaccino a DNA di seconda generazione codificante per le sequenze immunodominanti di alfa-enolasi per la cura del tumore del pancreas”. In pratica, spiega Novelli a Telepress.news, si introduce nell’organismo di un malato un vettore in cui in cui è stata introdotta (“clonata”) l’informazione, sotto forma di DNA, per la produzione questa proteina da parte delle cellule, affinché il sistema immunitario la veda e aumenti la produzione di anticorpi e linfociti anti-tumore. Il principio è quello dell’immunoterapia, con cui si punta a scatenare una reazione del corpo alla malattia. Rispetto alla prima generazione di vaccino, messa a punto da Novelli e colleghi già prima di questo finanziamento, vengono ora veicolate solo alcune porzioni del gene di alfa-enolasi, per fare in modo che la risposta del sistema immunitario sia meno dispersiva, ma più mirata e potente.

Il finanziamento metterà il Consorzio di Ricerca in condizione di completare un percorso di ricerca traslazionale (che porta dalle osservazioni in laboratorio a una precisa terapia per i pazienti) svolto presso l’ospedale Molinette e ottenere l’autorizzazione ministeriale per lo studio clinico del vaccino, rendendolo così “sicuramente più appetibile – si legge in una nota – per molti investitori dell’industria farmaceutica e biotech”.

Come detto, per aumentare l’efficacia terapeutica del vaccino, il gruppo del professor Novelli ha sviluppato un vaccino a DNA di seconda generazione, selezionando solo alcune sequenze dell’intera alfa-enolasi, aventi la capacità di stimolare una più forte e sostenuta risposta anti-tumore (ENO3PEP). In modelli animali il vaccino ENO3PEP si è rivelato più efficace e potente rispetto a quello di prima generazione nel bloccare la progressione del tumore e nello scatenare una risposta immunitaria anti-tumore. Ora, è il momento di passare dai dati pre-clinici alla sperimentazione clinica umana: in mezzo, spiega Novelli, studi tossicologici per dimostrare che il vaccino non nuoce, la produzione concreta del vaccino da parte delle aziende specializzate (una delle fasi più costose) e poi il procedimento presso l’AIFA per arrivare alla somministrazione sui pazienti.

Senza un vaccino efficace, si stima che nel 2030 il tumore al pancreas sarà la seconda causa di morte per tumore. Ogni anno in Italia vi sono circa 14 mila nuove diagnosi di tumore pancreatico e la sopravvivenza a cinque anni dalla sua scoperta è appena dell’8%. La letalità di questa patologia è dovuta all’impossibilità di diagnosi precoce, perché non esistono marcatori che la consentano.

di Daniela Faggion

Tumore al Pancreas, si lavora al vaccino grazie al Pnrr

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