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23 Giugno 2026 | Attualità

Una vita di grandi opere, a Milano la mostra su Arnaldo Pomodoro

Una retrospettiva alle Gallerie d’Italia per celebrare il Maestro tra i maggiori protagonisti dell’arte italiana e internazionale del secondo Novecento.

Milano celebra con una mostra Arnaldo Pomodoro a un anno dalla sua scomparsa e nel centenario della sua nascita. Fino al 18 ottobre 2026 è possibile visitare alle Gallerie d’Italia, in piazza della Scala, “Arnaldo Pomodoro. Una vita. Le grandi opere delle collezioni Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro”.

La mostra, curata da Luca Massimo Barbero e Federico Giani, è il racconto di una vita, di un viaggio artistico lungo oltre sessant’anni: dal fermento degli esordi alla metà degli anni Cinquanta fino alle più recenti sperimentazioni degli anni Duemila. Il percorso espositivo si compie attraverso 45 opere, tra capisaldi della produzione del Maestro, opere meno note e materiali d’archivio, in una rilettura dei più efficaci display ideati dall’artista nel corso della sua carriera.

Le opere nel salone Scala

Il percorso espositivo inizia dal Salone Scala con una grande pedana popolata di sculture in fiberglass bianco, un materiale dalla leggerezza quasi immateriale che Pomodoro scopre in California, durante il periodo di insegnamento nei campus universitari, alla fine degli anni Sessanta. Questo gruppo di opere costituisce un piccolo repertorio che ben esprime la ricerca di Pomodoro, in particolare sui temi di movimento e disequilibrio. La contrapposizione formale tra la levigata perfezione della forma geometrica e la caotica complessità dell’interno sarà d’ora in poi una costante nella produzione di Pomodoro.

Tra le opere in mostra nel Salone Scala, il Cubo e il Movimento di crollo, un gruppo di colonne spaccate e recise che “vogliono trasmettere il senso del nostro tempo, che è strano e in crisi di trasformazione”; il Giroscopio e il Colpo d’ala: un “uccello viaggiatore, aperto, inventivo e imprevedibile” nato come omaggio a Umberto Boccioni. Infine la Rotativa di Babilonia, la Ruota e il Cuneo con frecce.

Gli altri lavori, i momenti salienti dell’arte di Pomodoro

Nelle sei sale che si affacciano sul Salone Scala, il percorso esplora i momenti più salienti dell’arte di Pomodoro. Da una selezione di bassorilievi degli esordi, alla ricerca sulle forme della geometria euclidea fino al passaggio alla scultura a tuttotondo con La ruota e Il cubo. Qui è posizionata una delle prime Colonne del viaggiatore, oltre alla Sfera n. 1, la prima delle sfere, realizzata nel 1963, grazie alle quali l’artista si afferma nel panorama internazionale.

Opere come Rotante massimo di bronzo e Forma X di acciaio sono l’esempio delle sperimentazioni minimaliste tra gli anni Sessanta e Settanta. Tra gli anni Settanta e Ottanta si assiste al ritorno ai temi della scrittura e della comunicazione: sia con la serie delle Immagini e delle Cronache, quasi lettere private dedicate ad amici artisti come Gastone Novelli e Ugo Mulas, sia con quella delle Aste cielari, un’evoluzione delle Colonne del viaggiatore simili ad antenne fragili o alberi metallici che sfiorano il cielo.

Le creazioni dagli anni Ottanta-Novanta e l’archivio

Completano il percorso espositivo creazioni come il Papiro che esplora una superficie mossa che progressivamente si dilata fino a conquistare lo spazio circostante, e come il Papyrus per Darmstadt, versione in scala minore di uno dei numerosi interventi ambientali realizzati da Pomodoro tra anni Ottanta e Novanta. Agli inizi del Duemila, l’artista è impegnato in una rielaborazione continua sul tema fondamentale della scrittura che lo porta a elaborare le Colonne A, B e C, forme totemiche interamente ricoperte della stessa scrittura dilatata, come propagazione potenzialmente infinita e ipnotica, nella serie dei Continuum.

L’ultima sala delle Gallerie d’Italia affacciata al Salone Scala propone ai visitatori della mostra un’immersione nell’archivio dell’artista, attraverso un nucleo di materiali originali (cataloghi, riviste, ritagli stampa, manifesti, lettere, schizzi, fotografie) selezionati per innescare continui rimandi e associazioni tra le opere esposte, e stimolare così una libera esplorazione della vita e del poliedrico percorso inventivo di Pomodoro.

La carriera di Pomodoro e la presenza all’estero

Per citare alcuni passaggi chiave della sua carriera, nel 1966 gli viene commissionata una sfera di tre metri e mezzo di diametro per l’Expo di Montreal, ora a Roma di fronte alla Farnesina: è il passaggio alla grande dimensione. Questa è la prima delle numerose opere dell’artista che hanno trovato collocazione in spazi pubblici di grande suggestione e importanza simbolica: nelle piazze di molte città (Milano, Copenaghen, Brisbane, Los Angeles, Darmstadt), di fronte al Trinity College dell’Università di Dublino, al Mills College in California, nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani, davanti alle Nazioni Unite a New York, nella sede parigina dell’Unesco, nei parchi sculturali della Pepsi Cola a Purchase e dello Storm King Art Center a Mountainville, poco distanti da New York City.

Il Novecento, le opere monumentali e il docufilm

Per concludere il percorso della mostra, si prosegue nel Salone Manzoni con una incursione nel Cantiere del Novecento e nelle sale di Palazzo Brentani che accolgono tre Colonne per chiudersi con le due opere monumentali, il “Disco in forma di rosa del deserto n.1” di bronzo nel Chiostro ottagonale e la “Sfera grande” nel Giardino di Alessandro, confinante con Casa Manzoni.

Infine, nelle ultime due sale di Palazzo Brentani va in scena il docufilm “Arnaldo Pomodoro – La natura della forma” una teca contenente una selezione di documenti provenienti dal fondo “Carte dell’Arte” dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo, dove sono conservati diversi materiali relativi alle opere di Arnaldo Pomodoro oggi parte del patrimonio artistico del Gruppo, e ai rapporti intrattenuti dall’artista con istituti bancari come la Banca Commerciale Italiana o con collezionisti come Luigi e Peppino Agrati.

In occasione della mostra, inoltre, sono allestite nel caveau – aperto ogni terzo sabato del mese, su prenotazione – altre tre opere appartenenti al patrimonio artistico di Intesa Sanpaolo: Foglio n. 2/C, Rotante massimo, II e Sfera.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/valentina-colombo/" target="_self">Valentina Colombo</a>

Di Valentina Colombo

Sono una giornalista e scrivo per Telepress principalmente su temi legati all’attualità, all’ambiente, al food e alla disinformazione. Come è facilmente intuibile dal mio cognome, sono nata e cresciuta a Milano dove tuttora risiedo. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione all’Università Iulm è cominciato un po’ di anni fa il mio percorso nel mondo dei media, del giornalismo e dell’ufficio stampa. E la mia storia d’amore con la scrittura e la comunicazione continua e resiste al tempo.