Gli animali domestici sono sempre più considerati parte integrante della famiglia, ma i costi per il loro mantenimento pesano sui bilanci degli italiani. È quanto emerge dalle rilevazioni della Fondazione Eurispes, che fotografano l’evoluzione del rapporto tra le famiglie e gli animali da compagnia.
Nel 2026, il 33,7% degli italiani dichiara di possedere almeno un animale domestico, in calo rispetto al 40,5% del 2025 e al 37,3% del 2024. Il 17,6% ne possiede uno, il 7,6% due e l’8,5% tre o più. I cani si confermano i più diffusi, con il 41% delle presenze rilevate, seguiti dai gatti al 37,1%. Più distanziati uccelli, tartarughe e pesci.
A incidere sulla leggera flessione rispetto ai 2 anni precedenti è soprattutto il fattore economico. Il 57,9% dei proprietari spende tra 31 e 100 euro al mese, mentre oltre un quarto supera i 100 euro e il 2,6% arriva a oltre 300 euro. Soltanto il 16% riesce a contenere le spese sotto i 30 euro mensili, contro il 45,9% registrato nel 2015.
L’alimentazione rappresenta la principale voce di costo: il 50,8% dei proprietari destina al cibo più di 50 euro al mese. A questa si aggiungono le spese veterinarie, assicurative e per i servizi di cura. Secondo le rilevazioni del 2025, il 23% dei proprietari ha rinunciato ad accogliere altri animali per difficoltà economiche. Tra chi non ne possiede, l’11,4% dichiara di aver rinunciato proprio per i costi.
Rispetto ai decenni passati c’è stato però un significativo aumento del numero degli animali domestici dovuto a fattori demografici, come la diminuzione delle nascite e l’aumento delle famiglie unipersonali, o anche a fattori culturali, quali la sempre maggiore sensibilità verso il benessere degli animali e il benessere che gli animali portano all’uomo
Cambia anche il modo in cui gli animali entrano nelle case. I dati del 2024 evidenziano una crescente propensione all’adozione: il 20,3% proviene dalla strada e il 19,4% da canili o gattili. Gli acquisti nei negozi rappresentano invece il 12,8%, contro il 34,4% del 2017.

