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3 Maggio 2026 | Attualità

Denatalità e spopolamento minacciano 13 cognomi italiani

Bellagamba, Diotallevi o Proietti: sono solo alcuni dei cognomi ormai rari, secondo una indagine della piattaforma MyHeritage. La maggior parte sono riconducibili a mestieri o collegati a specifici territori, come archivi viventi.

Alcuni cognomi italiani rischiano di scomparire. È una delle conseguenze della denatalità che vede l’Italia con i livelli di fecondità tra i più bassi in Europa: secondo i dati Istat, il nostro Paese è in coda con un numero medio di figli per donna di 1,14  in calo rispetto all’1,18 del 2024. Il Centro ha la fecondità più bassa (1,07 figli per donna; 1,11 nel 2024), seguito dal Nord con 1,15 (da 1,19) e dal Mezzogiorno con 1,16 (da 1,20).

L’indagine di MyHeritage

Questo fenomeno sta progressivamente interrompendo la continuità delle linee familiari e determinando via via la scomparsa di cognomi. La dinamica svela la centralità dell’aspetto demografico, non è solo una questione linguistica o storica. L’indagine è stata realizzata attraverso lo studio di archivi anagrafici e dei registri genealogici italiani dalla piattaforma internazionale MyHeritage che è specializzata in servizi di genealogia e conserva miliardi di documenti storici.

Quali sono i cognomi a rischio estinzione

MyHeritage ha individuato 13 cognomi tra quelli con il futuro più incerto. Molti richiamano epoche passate, antichi mestieri o caratteristiche attribuite agli antenati:

  • Aguglione: cognome fiorentino risalente al XIII secolo, probabilmente collegato alla parola “aguglia” e quindi ad attività artigianali o alla pesca. Oggi è rarissimo;
  • Bellagamba: tipico dell’area tra Toscana ed Emilia-Romagna, nasce come descrizione fisica in epoca medievale. La sua diffusione è ormai limitata;
  • Cantarutti: di origine friulana, significa “piccolo cantante” ed era legato a figure musicali o popolari. Sopravvive in pochissimi nuclei, soprattutto vicino a Udine;
  • Diotallevi: cognome dal significato religioso, diffuso nel Centro Italia e spesso attribuito ai trovatelli. Oggi è sempre meno comune;
  • Incognito: assegnato a individui di origine sconosciuta, conserva un forte valore simbolico ma è in rapido declino;
  • Legista: presente soprattutto a Caltagirone, deriva dal latino e indicava un giurista o avvocato;
  • Mangiaterra: apparentemente curioso, potrebbe derivare da “Magnaterra”, cioè grande proprietario terriero;
  • Mezzasalma: legato a un’antica unità di misura agraria siciliana, più che a un significato macabro;
  • Prencipe: variante meridionale di “principe”, usata come soprannome per figure autorevoli;
  • Proietti: derivato da “proietto” (abbandonato), attribuito ai trovatelli in Umbria e Lazio;
  • Scantamburlo: cognome veneto di origine dialettale, oggi estremamente raro;
  • Vespasiani: collegato all’imperatore romano Vespasiano, mantiene un valore storico ma conta pochi portatori;
  • Zappacosta: di origine meridionale, richiama il lavoro agricolo ed è oggi più diffuso all’estero che nei territori d’origine.

Il peso dello spopolamento

A incidere sulla tendenza dei cognomi a scomparire è anche la crescente mobilità geografica. Le famiglie si spostano, si disperdono e abbandonano i territori d’origine, indebolendo ulteriormente quei cognomi radicati in specifiche comunità locali.

I cosiddetti cognomi “territoriali”, nati in una singola area o legati a una precisa tradizione dialettale, risultano i più vulnerabili. Con lo spopolamento delle aree periferiche e la concentrazione nei grandi centri urbani, questi nomi rischiano di perdere definitivamente i loro ultimi portatori. Una perdita non solo simbolica, dato che funzionano come piccoli archivi viventi: raccontano mestieri, ruoli sociali e frammenti di vita delle comunità del passato.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/valentina-colombo/" target="_self">Valentina Colombo</a>

Di Valentina Colombo

Sono una giornalista e scrivo per Telepress principalmente su temi legati all’attualità, all’ambiente, al food e alla disinformazione. Come è facilmente intuibile dal mio cognome, sono nata e cresciuta a Milano dove tuttora risiedo. Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione all’Università Iulm è cominciato un po’ di anni fa il mio percorso nel mondo dei media, del giornalismo e dell’ufficio stampa. E la mia storia d’amore con la scrittura e la comunicazione continua e resiste al tempo.