Sono stati annunciati i vincitori della 50 Top Pizza World 2026. Al primo posto c’è Napoli on the Road di Michele Pascarella, a Londra. Al secondo Una Pizza Napoletana di Anthony Mangieri, a New York. Sul terzo gradino del podio Confine di Francesco Capece e Mario Ventura, a Milano.
50 Top Pizza è una delle guide di settore più seguite a livello internazionale. La curano Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere. Ogni anno premia pizzerie di tutto il mondo sulla base del lavoro degli ispettori che collaborano al progetto.
Sono 36 i Paesi presenti nella classifica mondiale 2026. Prima è l’Italia con 31 locali, seguita dagli Stati Uniti con 22 e dal Brasile con 6. Le città più rappresentate sono New York con 7 locali, Napoli con 6 e San Paolo con 5. Il primato italiano conferma la capacità della cucina italiana di viaggiare nel mondo.
Il primo classificato
Michele Pascarella è originario di Maddaloni, in provincia di Caserta. Nel 2016 si è trasferito a Londra dopo il diploma all’istituto alberghiero e nello stesso anno ha fondato Napoli on the Road. Il progetto è nato come street food: un’Ape Piaggio con forno a legna portava la pizza nelle strade e nei mercati della città. Col tempo sono arrivati i riconoscimenti internazionali, tra cui il titolo di Pizza Maker of the Year 2023 assegnato da 50 Top Pizza. Oggi i locali sono tre: Chiswick, Richmond e Soho. Pascarella sostiene che “la pizza è un modo per unire le persone e creare connessioni”. La sua proposta si fonda su ingredienti di alta qualità, prodotti di stagione e una scelta attenta dei produttori.
Un americano con la passione per la pizza al secondo posto
Il secondo classificato arriva dal New Jersey. Anthony Mangieri è cresciuto in una famiglia italoamericana e a 22 anni ha aperto un piccolo panificio a Red Bank. Nel 1996 ha fondato Una Pizza Napoletana a Point Pleasant Beach. Da lì è iniziato un percorso centrato sull’impasto a lievitazione naturale e sulla cottura nel forno a legna. Nel 2004 ha portato il locale nell’East Village di New York. Nel 2010 si è trasferito a San Francisco e nel 2018 è tornato a New York, nel Lower East Side. Secondo il sito del locale, Mangieri prepara ancora a mano ogni impasto e ogni pizza, ogni giorno.
Milano sul terzo gradino del podio
Confine conquista il terzo posto con la visione contemporanea di Francesco Capece e Mario Ventura. Poche settimane prima aveva ottenuto il primo posto nella classifica 50 Top Pizza Italia 2026. Il locale ha un design molto curato e un menu attento ai dettagli e alla varietà: le pizze classiche, le fritte ripassate in forno, il padellino e le proposte di taglio gastronomico. Confine si distingue inoltre per una carta dei vini di rilievo.
Le altre pizzerie in classifica
Al quarto posto, ex aequo, ci sono I Masanielli di Francesco Martucci, a Caserta, e Seu Pizza Illuminati di Pier Daniele Seu e Valeria Zuppardo, a Roma. Anche il quinto posto è un ex aequo: Pizzeria Sei di William Joo, a Los Angeles, e Tony’s Pizza Napoletana di Tony Gemignani, a San Francisco.
Sesta è Leggera Pizza Napoletana di André Guidon, a San Paolo del Brasile. Al settimo posto RistoPizza by Napoli sta ca di Giuseppe Errichiello, a Tokyo. All’ottavo Baldoria di Ciro Cristiano, a Madrid, e al nono The Pizza Bar on 38th, guidata da Daniele Cason, a Tokyo. Chiude la top ten Razza di Dan Richer, a Jersey City.
Premi speciali e attestati per la valorizzazione della pizza
Sono stati assegnati anche premi speciali. Daniel Semrani di gigi’s, a Sydney, è il Pizza Maker of the Year 2026 – Ferrarelle Award. “Pomodori” di QT Pizza Bar, a San Paolo del Brasile, è la Pizza of the Year 2026 – Latteria Sorrentina Award.
Durante la serata sono stati consegnati anche attestati a persone e organizzazioni che nell’anno si sono distinte per l’impegno nella valorizzazione della pizza. L’Associazione Pizzaiuoli Napoletani ha ricevuto il riconoscimento per la promozione della pizza napoletana in Italia e nel mondo. Pasquale Telese e Francesco Conato, rispettivamente presidente e vicepresidente del Gruppo La Piccola Napoli, hanno ricevuto l’attestato per il Guinness World Records ottenuto con la produzione e la distribuzione di 12.000 pizze a scopo benefico. A Raffaele Biglietto, direttore di TuttoPizza, è andato il riconoscimento per la promozione della cultura della pizza.
La classifica completa è disponibile qui.

