Il sistema Paese trova nel settore dei congressi e degli eventi business una delle sue leve di valorizzazione internazionale. I dati dell’ultimo rapporto dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi (OICE), promosso da Federcongressi&eventi e realizzato dal team scientifico di ASERI-Università Cattolica, fotografano un comparto che ha completato una transizione fondamentale, entrando in una fase di solida maturità e consolidamento strutturale. Con una crescita media costante del 6,4% annuo registrata nel quadriennio dal 2022 al 2025 la meeting industry italiana genera oggi un impatto economico diretto di ben 13,2 miliardi di euro, dimostrando come l’Italia non sia solo una destinazione turistica d’elezione, ma un hub d’eccellenza per il business globale.
Questa maturità di mercato si accompagna a una profonda trasformazione della domanda. Le aziende e le grandi associazioni internazionali cercano contesti capaci di generare valore d’alto livello, prediligendo la qualità dell’esperienza, l’interazione relazionale e il forte legame con le eccellenze produttive e culturali dei territori ospitanti. L’Italia eccelle precisamente in questa capacità di fondere l’efficienza tecnologica delle sue strutture con l’unicità del proprio patrimonio artistico, naturalistico e industriale, trasformando ogni evento in un formidabile veicolo promozionale del “Marchio Italia” nel mondo.
Il grafico mostra visivamente il consolidamento e la traiettoria di crescita del settore nel lungo periodo, evidenziando la solidità del sistema Italia rispetto alle fluttuazioni passate.
La forza d’attrazione del sistema italiano si riflette chiaramente nella tenuta degli eventi a carattere internazionale, che rappresentano il 12,9% del totale degli eventi ospitati a livello nazionale, una quota strutturalmente superiore al 9,8% registrato nel periodo pre-pandemico. Questo posizionamento globale è particolarmente evidente nell’Italia centrale, dove gli eventi con partecipanti provenienti dall’estero raggiungono la quota straordinaria del 22,9%, trainati dalla reputazione scientifica, accademica e culturale di poli d’eccellenza in grado di competere stabilmente con le grandi capitali europee.
Ad attrarre l’investitore estero e i grandi decisori internazionali è anche una rete infrastrutturale di accoglienza estremamente diversificata e in costante aggiornamento tecnologico. Gli alberghi con sale meeting continuano a rappresentare la spina dorsale dell’offerta nazionale, coprendo oltre il 76% degli eventi complessivi e registrando, unici nel panorama, una crescita delle presenze totali del 2,4% nell’ultimo anno, grazie a costanti investimenti nella riqualificazione tecnologica, infrastrutturale e nell’efficientamento energetico delle strutture. Accanto alle sedi tradizionali l’Italia sta valorizzando con enorme successo i suoi “spazi non convenzionali”, come ex aree industriali riqualificate, laboratori urbani e incubatori creativi, che hanno registrato un balzo del 13,7% degli eventi ospitati, intercettando la domanda internazionale di location uniche, flessibili e orientate alla sostenibilità.
Il grafico illustra la complementarietà del sistema italiano, mostrando come la ricettività alberghiera si integri perfettamente con i centri congressuali, le dimore storiche e i nuovi spazi non convenzionali per accogliere diverse fasce di clientela estera.
La capacità di guardare al futuro con investimenti mirati costituisce la vera garanzia di competitività del comparto all’estero. Oltre l’83% delle sedi italiane ha realizzato investimenti strutturali nell’ultimo anno e quasi l’88% ha già pianificato ulteriori interventi finanziari, concentrati in particolare sulla formazione d’eccellenza del personale nei settori del marketing, della comunicazione e delle vendite, oltre che sul rinnovamento degli ambienti interni e sul potenziamento delle dotazioni audio-video. Questa propensione all’investimento costante e al miglioramento qualitativo dei servizi si traduce in previsioni di assoluto ottimismo: per l’anno in corso, quasi la metà degli operatori stima un ulteriore incremento del fatturato e una sostanziale stabilità delle tariffe, confermando l’ottimo rapporto qualità-prezzo che rende l’Italia una delle mete congressuali più competitive e premianti a livello globale.

