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13 Settembre 2022 | Innovazione

TOMMI: con la VR per aiutare i bambini a sostenere il dolore

Softcare Studios è la start up italiana che propone l’applicazione della realtà virtuale in sostituzione dei farmaci. Nello specifico ha sviluppato TOMMI: un gioco virtuale somministrato sui bambini per rendere la terapia farmacologica non strettamente necessaria. La sessione dura circa 30 minuti per assicurare lo svolgimento dell’intera procedura medica. La soluzione di gaming è pensata per pazienti pediatrici sottoposti a trattamenti dolorosi, invasivi e stressanti. Li abbiamo intervistati per conoscere la loro storia e capire meglio come funziona TOMMI. 

Come è nata la vostra idea?

Abbiamo presentato per la prima volta il progetto TOMMI all’hackathon dell’azienda pharma Merck a Roma, tenutosi a fine 2016. Il progetto ha colpito la commissione selezionatrice e siamo stati invitati a partecipare al relativo programma di accelerazione per startup in Germania. – Racconta Valentino Megale, Ceo di Softcare StudiosTornati in Italia, abbiamo deciso di concretizzare il nostro progetto di impresa fondando la nostra società, Softcare Studios . La mission è quella di innovare il supporto dei pazienti con strumenti digitali, aiutandoli ad accedere alle potenzialità offerte dalle tecnologie immersive quali la realtà virtuale.”

Qual è il vostro background e da chi è composto il team di Softcare Studios?

Il team è composto principalmente dai 5 co-founder: Valentino Megale (CEO), Cristian Currò (COO), Bruno Lenzi (CDO), Gianfranco Damato (CTO) e Chiara Aielli (Developer Mobile). Ma il gruppo sta crescendo e coinvolge sviluppatori, 3D artist e game designer, come Camilla Maccagnano, per fare un nome. In aggiunta possiamo contare su advisor fondamentali nel fornire insight su specifiche tematiche verticali. Il Dott. Gianuario Sanna, infermiere specialista in accessi vascolari, ed il Prof. Gianluca Caiani, focalizzato sulla digital health e la raccolta di dati biometrici utili a valutare lo stato di stress degli utenti in VR.” – continua Megale – “Siamo una squadra con competenze diversificate. Riuniamo al nostro interno esperienza professionale in ricerca medica e farmacologica, ingegneria biomedicale, sviluppo software mobile e VR ed innovazione business nel settore healthcare. Questa trasversalità ci aiuta a connettere efficacemente le necessità e le sfide del settore medico con le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie digitali.”

Perché avete deciso di puntare su un business legato alla terapia del dolore?

Il dolore interessa dal 40 al 70 % dei pazienti ospedalizzati, ed è tra le condizioni che maggiormente debilita la persona. Compromette la qualità di vita e l’aderenza terapeutica, impattando negativamente i risultati della terapia stessa. Gestire e limitare il dolore diventa da un lato un diritto fondamentale del paziente, dall’altro una priorità con risvolti legati all’efficienza della terapia ed al risparmio di costi e risorse del sistema sanitario. La soluzione più immediata per gestire dolore e stress annesso è la somministrazione di farmaci antidolorifici e sedativi. Tuttavia possono comportare un significativo rischio di effetti collaterali, oltre a richiedere l’impegno di personale specializzato e talvolta di spazi dedicati. Cresce quindi la necessità di trovare soluzioni alternative alla gestione farmacologica del dolore. Tale necessità può oggi avvalersi di soluzioni tecnologiche, quali la realtà virtuale. Questi strumenti, oltre a fornire un valido beneficio non-farmacologico in termini di riduzione della percezione dolorosa, offrono anche ulteriori vantaggi. La portabilità tra reparti, la flessibilità di utilizzo, la possibilità di personalizzare i contenuti alle necessità del paziente target e persino funzioni di raccolta dati per quantificare la risposta del paziente, da remoto.”

Come funziona TOMMI?

TOMMI è un’esperienza in realtà virtuale pensata in forma di videogioco interattivo e immersivo. Immaginato per supportare i pazienti pediatrici (7-13 anni) in ambito ospedaliero, soprattutto per procedure mediche stressanti e dolorose. È stata scelta un’ambientazione fantasy per ottimizzare il coinvolgimento della fascia di età target. Le meccaniche di gioco sono state sviluppate per distrarre efficacemente i pazienti nei contesti attenzionati, puntando ad assicurare la massima sicurezza durante lo svolgimento delle procedure mediche, quali prelievo di sangue, chemoterapia e routine di accesso vascolare. TOMMI consiste in 4 attività di gioco, realizzate per soddisfare il range di necessità diverse che il paziente incontra lungo il suo percorso ospedaliero. Dal day hospital alla lungodegenza, fino a procedure puntuali come il posizionamento dei PICC. Quest’ultima applicazione rappresenta il focus principale della stretta collaborazione che stiamo portando avanti con il team dell’ASST Fatebenefratelli di Milano. Dopo il primo studio di fattibilità è stato esteso ad altre realtà e ora interessa sei ospedali italiani.”

Quanto è stato difficile entrare nel circuito degli Ospedali e più in generale come siete diventati credibili?

Lavorare in ospedale significa salvaguardare la massima sicurezza e salute dei pazienti. Abbiamo sviluppato i nostri progetti considerando sempre questa responsabilità, confrontandoci con il personale medico, le associazioni attive nei reparti, le famiglie dei pazienti ed i pazienti stessi. Nel progettare i nostri prodotti, ci siamo attenuti alle best practice per quanto concerne il design di contenuti immersivi interattivi. Abbiamo analizzato attentamente limiti e necessità dei pazienti e del contesto clinico, ottimizzando i contenuti di conseguenza. Una volta sviluppati i contenuti, ci siamo concentrati sulla validazione clinica e quindi sulla raccolta rigorosa di dati ed evidenze riguardanti l’impatto oggettivo di TOMMI e degli altri progetti di Softcare Studios. Questo focus si è concretizzato nel tempo in pubblicazioni scientifiche. Il recente studio di fattibilità condotto presso l’Ospedale Buzzi di Milano e riguardante l’impiego di TOMMI durante l’accesso vascolare ne è testimonianza.

Le famiglie e i bambini come hanno reagito a questa nuova terapia sostitutiva?

La maggior parte delle famiglie si è mostrata contenta e ben disposta a poter accedere ai benefici dell’uso della VR per supportare i loro bambini. Soddisfatte di poter limitare la somministrazione di farmaci e di vedere i giovani pazienti coinvolti e divertiti, nonostante il contesto non felice dell’ospedale. I bambini si sono dimostrati sempre curiosi nel potersi distrarre dalla vista di strumentazioni e personale medico, limitando stress e paura di procedure invasive e dolorose. Va sottolineato, come emerso nei nostri studi, che l’impiego di progetti come TOMMI va sempre integrato con cura nel percorso terapeutico dei bambini. Deve considerare quelle che sono le naturali attitudini dei pazienti.  La maggior parte dei più piccoli tende ad affrontare le proprie paure cercando una distrazione (in questo caso TOMMI supporta positivamente tale comportamento). Ma in taluni casi alcuni cercano il controllo della situazione. In quest’ultima casistica, la VR risulta contrapporsi al comportamento del paziente ed il suo impiego va limitato. È sempre necessaria quindi un’attenta valutazione preliminare da parte del personale medico. Una garanzia ulteriore per la sicurezza del degente.

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