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18 Agosto 2026 | Attualità, Eventi

Giornate degli Autori, a Venezia il cinema attraversa i confini

L’edizione 2026 è dedicata al fondatore della sezione, Giorgio Gosetti. In gara l’esordio italiano di Nicola Sorcinelli con “Balcanica”

Giornate degli Autori

Più che un tema, una condizione esistenziale. I protagonisti dei film selezionati per la 23ª edizione delle Giornate degli Autori, in programma dal 2 al 12 settembre all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, sono persone in movimento, costrette a superare frontiere geografiche, culturali o interiori. «Vivono un disorientamento spirituale, psicologico e spesso anche fisico», ha spiegato la direttrice artistica Gaia Furrer, sintetizzando il filo conduttore di una selezione che guarda a migrazioni, identità e cambiamenti del nostro tempo.

I numeri raccontano una rassegna sempre più internazionale: 1.036 candidature provenienti da 114 Paesi hanno dato vita a un programma composto da 25 anteprime mondiali, con 14 film diretti da donne e 13 produzioni italiane distribuite nelle diverse sezioni. Il cartellone comprende dieci film in concorso, cinque eventi speciali, il film di chiusura fuori concorso e i nove titoli di Notti Veneziane, dedicata alle nuove produzioni italiane.

L’unico titolo italiano in concorso è Balcanica, opera prima di Nicola Sorcinelli, che affronta il tema delle migrazioni attraverso il viaggio di un direttore d’orchestra afghano, interpretato da Babak Karimi, e del figlio musicista lungo la rotta balcanica. Nel cast figura anche Matilda De Angelis, nei panni di una dottoressa italiana che incrocia il loro cammino e che partecipa al progetto anche come produttrice associata. Un racconto che intreccia fuga, accoglienza e identità, perfettamente in linea con il filo narrativo scelto dalla manifestazione.

Ad aprire il concorso sarà My Notes on Mars dell’ungherese Lili Horvat, definito una fantascienza intima, interpretato da Mackenzie Davis e Rupert Friend. Tra gli altri titoli spiccano Agata the Writer di Kuba Dorabialski, con Mia Wasikowska nei panni di una scrittrice australiana che arriva a Sarajevo per confrontarsi con la memoria della guerra nei Balcani, e I Plant My Hand in the Garden, in cui l’iraniana Hoda Taheri e il serbo Boris Hadzija mettono in scena sé stessi in un’opera sospesa tra documentario e finzione.

Per la prima volta trova spazio in concorso anche il cinema nigeriano con Dear Ajayi di Damilola Orimogunje, dedicato al rapporto complesso tra due sorelle, mentre il regista francese Robert Guédiguian presenta Une femme aujourd’hui, storia di una giovane dirigente costretta a ricostruire la propria vita dopo un’aggressione sul luogo di lavoro.

A chiudere la manifestazione sarà invece, fuori concorso, Peau d’homme di Léa Domenach, adattamento dell’omonimo graphic novel ambientato in un Rinascimento immaginario. La commedia musicale, interpretata da Karin Viard e Catherine Deneuve, affronta con ironia e fantasia temi come identità di genere, desiderio e ruoli sociali, confermando la vocazione delle Giornate a esplorare linguaggi e prospettive originali.

Tra gli eventi speciali spicca anche Carla Lonzi. Dentro e fuori dal mondo, documentario di Francesca Archibugi dedicato a una delle figure più influenti del femminismo italiano. Attraverso materiali d’archivio e testimonianze, tra cui quelle di Nanni Moretti e del musicista Battista Lena, il film ripercorre il pensiero e la vicenda umana della critica d’arte e scrittrice.

L’edizione 2026 sarà anche la prima senza Giorgio Gosetti, storico cofondatore e anima delle Giornate degli Autori, scomparso lo scorso marzo. A lui è dedicata l’intera manifestazione. Giornalista, critico e organizzatore culturale, Gosetti ha lasciato un’impronta profonda nel cinema italiano: vicedirettore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e storico collaboratore dei direttori Carlo Lizzani, Gian Luigi Rondi e Gillo Pontecorvo, nel 2004 aveva ideato e assunto la direzione delle Giornate degli Autori, trasformandole in una sezione autonoma e indipendente della Mostra, capace di valorizzare il cinema d’autore e le nuove cinematografie. Nel corso della sua carriera aveva inoltre fondato e diretto il Noir in Festival, tra Courmayeur e Milano, e ideato e diretto le prime edizioni della Festa del Cinema di Roma. Un contributo decisivo allo sviluppo dei principali festival cinematografici italiani, dunque, quello di Gosetti: per raccoglierne l’eredità, nasce il Laguna Film Lab – Residenza artistica Giorgio Gosetti, realizzato in collaborazione con ZaLab, un progetto dedicato al cinema del reale e al sostegno dei giovani autori.

Grande attenzione sarà riservata anche al cinema italiano emergente grazie a Notti Veneziane, la sezione organizzata insieme a Isola Edipo. Completano il programma lo spazio Confronti, dedicato al dialogo tra cinema e attualità. Più che inseguire il glamour del red carpet, le Giornate degli Autori confermano la loro identità specifica: quella di una vetrina dedicata al cinema indipendente e di ricerca, capace di intercettare nuove cinematografie e raccontare, attraverso storie personali, le trasformazioni del mondo contemporaneo.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/daniela-faggion/" target="_self">Daniela Faggion</a>

Di Daniela Faggion

Emiliana di nascita, non ho ancora deciso dove mi piacerebbe mettere radici: nel frattempo sto in prestito a Milano dal 2000. Giornalista pubblicista dal 2003 e professionista dal 2006, ho lavorato per diversi media e pubblicato due libri. Scrivo per Telepress dal 2022 e mi occupo di attualità, scienze, ambiente, ed enogastronomia, sempre per raccontare l'Italia vista dal mondo e l'Italia in giro per il mondo.