Il mercato immobiliare istituzionale in Italia chiude il primo semestre del 2026 con volumi di investimento pari a 7,06 miliardi di euro, registrando un incremento del 28% su base annua. I dati, analizzati nel report REVIEW Capital Markets di BNP Paribas Real Estate, indicano un risultato complessivo superiore alla media degli ultimi dieci anni, supportato dal restringimento dello spread tra i rendimenti immobiliari prime e i BTP decennali italiani. Questo fattore rafforza il posizionamento difensivo degli asset core e alimenta la fiducia degli investitori, in particolare internazionali. Le dinamiche interne alle singole classi di investimento delineano tuttavia uno scenario eterogeneo, con flussi di capitale selettivi.
, generando 2,64 miliardi di euro di investimenti con un balzo del 113% anno su anno. I volumi beneficiano in gran parte della transazione di un importante “trophy asset” nel cuore di Milano e del forte interesse per i grandi format Outlet. Anche la logistica conferma una decisa espansione, raggiungendo 1,34 miliardi di euro (+66%). Le operazioni core si concentrano nel Nord Italia, mentre i nuovi sviluppi si distribuiscono su vari snodi nazionali, premiando la ricerca di immobili moderni e ben posizionati. Continua la crescita degli asset alternativi, che raccolgono 1,11 miliardi di euro (+83%) trainati dalle ottime dinamiche dei comparti Living e Healthcare, i quali offrono solidi fondamentali operativi e visibilità dei flussi di cassa. Di segno opposto risultano le performance degli altri comparti chiave del mercato immobiliare. Il settore degli uffici registra la contrazione più marcata, chiudendo il semestre a 720 milioni di euro, in calo del 49% su base annua. Il mercato sconta una scarsità di grandi operazioni e si concentra su affari più piccoli e selettivi, mantenendo comunque una stabilità dei rendimenti prime, invariati al 4,00% nel “Central Business District” di Milano e al 4,75% in quello di Roma.
In flessione anche il comparto dell’hospitality, che raccoglie 1 miliardo di euro di investimenti, segnando un -24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il calo risente di un fisiologico effetto base dovuto agli altissimi volumi dei periodi passati. I capitali si indirizzano su asset di alta qualità in destinazioni urbane e leisure, mantenendo prezzi stabili per le posizioni prime e un divario più ampio tra domanda e offerta per gli asset secondari. Nel complesso, il mercato italiano richiede agli operatori esteri un approccio analitico, premiando la liquidità destinata a logistica e nuovi formati retail, e imponendo strategie basate sui fondamentali a lungo termine per uffici e ospitalità.


