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26 Settembre 2026 | Attualità, Innovazione

A Orbassano nasce la prima vigna terapeutica italiana in un ospedale

Al San Luigi Gonzaga un’area di 900 metri quadrati integra natura, attività motorie e tecnologie digitali nei percorsi di cura di pazienti neurologici, oncologici e cronici.

Un vigneto che diventa parte di un percorso riabilitativo. È l’idea alla base di Rivìtere, la prima vigna terapeutica integrata all’interno di un ospedale pubblico italiano, inaugurata il 7 settembre nel parco dell’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano, alle porte di Torino. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’ospedale, Citiculture e l’Associazione San Luigi Gonzaga Onlus e punta a utilizzare il contatto con la natura e le attività legate alla vite come strumenti complementari alla riabilitazione tradizionale.

Lo spazio è stato progettato per pazienti con disabilità neurologiche e per persone affette da patologie oncologiche e croniche. La logica è quella di trasferire alcune attività riabilitative fuori dagli ambienti clinici tradizionali, inserendole in un contesto protetto ma più vicino alle situazioni della vita quotidiana. Muoversi tra i filari, occuparsi delle piante e svolgere attività manuali consentono infatti di lavorare, in funzione delle condizioni del singolo paziente e degli obiettivi terapeutici, su movimento, equilibrio, coordinazione, manualità, orientamento, autonomia e capacità relazionali.

Rivìtere occupa una superficie di circa 900 metri quadrati e comprende 390 barbatelle PIWI, appartenenti alle varietà Sauvignon Rytos e Cabernet Volos e fornite dai Vivai Rauscedo. Il vigneto è articolato in sei aree hi-tech, alle quali si aggiunge una zona sensoriale con varietà aromatiche e vegetazione selezionata per le attività terapeutiche e per favorire l’incontro tra pazienti, caregiver, familiari e personale sanitario.

Accanto alla componente naturale c’è anche quella tecnologica. Il vigneto è dotato di sistemi IoT per il monitoraggio ambientale, sviluppati con la startup PlantZCare, e di strumenti digitali per la raccolta e l’analisi dei dati. L’obiettivo è misurare gli effetti delle attività svolte all’aperto e contribuire alla costruzione di evidenze scientifiche sul ruolo che gli ambienti naturali possono avere all’interno dei programmi riabilitativi.

Il progetto si inserisce in una strategia più ampia avviata dal San Luigi Gonzaga per utilizzare gli spazi esterni come veri e propri setting di cura. Nel maggio 2026 l’ospedale aveva già inaugurato un nuovo Giardino Riabilitativo, evoluzione della precedente “palestra a cielo aperto”, destinato al recupero motorio, all’equilibrio, alla coordinazione e all’autonomia. Con Rivìtere questo approccio viene esteso alla viticoltura, trasformando un’attività agricola in un possibile strumento di riabilitazione e socializzazione.

Per Citiculture, realtà che ha già sperimentato la viticoltura in contesti urbani e universitari, tra cui il progetto Campus Grapes al Politecnico di Torino, Rivìtere rappresenta il primo ingresso del proprio modello in ambito sanitario. La vite cambia così funzione: non soltanto produzione agricola o elemento paesaggistico, ma ambiente nel quale recuperare gesti, capacità e relazioni che possono accompagnare il ritorno progressivo alla quotidianità.

Di <a href="https://www.telepress.news/author/antonietta-vitagliano/" target="_self">Antonietta Vitagliano</a>

Di Antonietta Vitagliano

Dal 2021 scrivo per Telepress e mi occupo di temi legati all’attualità, food, ambiente, cultura, eventi. Campana di nascita, dopo la laurea in comunicazione all’Università di Perugia mi trasferisco a Milano e inizio a lavorare come addetta stampa per aziende di vari settori: salute, food, energia, tecnologia, assicurazione, marketing.