Sarà che sono citati spesso, ma non così diffusi; sarà che sono sempre accompagnati da sughi speciali: fatto sta che gli italiani “Googlano” spessissimo i paccheri, che sono il formato di pasta più cercato dagli italiani nel 2026 sul motore di ricerca. Seguono gli gnocchi e gli spaghetti, mentre tra i condimenti il primo posto va al ragù alla bolognese, davanti al pesto alla genovese e al sugo all’amatriciana.
Queste classifiche, elaborate attraverso Google Trends, sono state diffuse in occasione del World Pasta Day, che si è celebrato anche quest’anno il 25 ottobre. Dopo paccheri, gnocchi e spaghetti, la classifica di Google Italia prosegue con rigatoni, tagliatelle, ravioli, pappardelle e tortellini. Chiudono le prime dieci posizioni orecchiette e fusilli.
Tra i condimenti, invece, prevalgono le ricette della tradizione regionale. Il ragù alla bolognese precede il pesto alla genovese e l’amatriciana. Al quarto posto si trova la carbonara, seguita da puttanesca, arrabbiata, carrettiera, aglio, olio e peperoncino, sugo allo scoglio e pasta alla norma.
Le preferenze regionali
L’analisi delle ricerche restituisce anche alcune peculiarità territoriali. In Lombardia emergono la pasta alla Montecarlo e quella con gli asparagi. In Sicilia figurano tra le ricerche più rilevanti la pasta con i tenerumi (germogli e foglie tenere della pianta della zucchina lunga siciliana) e quella con le sarde alla palermitana. In Lazio piace parecchio la pasta a treccia della tradizione sarda nota come lorighittas, mentre in Toscana si fanno notare le ricerche su eliche e pasta con i carciofi.
Chiaramente la posizione in classifica non corrisponde per forza alla diffusione dei piatti sulle tavole nazionali, e soprattutto non consente di stabilire quali formati siano i più venduti o consumati. Le graduatorie diffuse da Google mostrano un altro limite: permettono di conoscere l’ordine dei formati e dei condimenti, ma non la distanza numerica tra una posizione e l’altra.
La presentazione della ricerca per il World Pasta Day 2026 è stata anche l’occasione per presentare le funzionalità di Gemini Live, l’assistente di intelligenza artificiale di Google che si può usare anche per chiedere indicazioni durante la preparazione delle ricette. L’AI ormai è come il prezzemolo.

