Il limone rappresenta da sempre uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura italiana. In molte aree del Paese ha modellato per secoli il paesaggio, determinato tecniche di coltivazione, creato economie locali e contribuito alla costruzione dell’identità dei territori. Da questa consapevolezza nasce l’Associazione nazionale “Città dei Limoni”, promossa da Amalfi con l’obiettivo di mettere in rete i Comuni italiani caratterizzati da una significativa tradizione limonicola.
Tra i soci fondatori figura Limone sul Garda, il cui Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’adesione all’associazione, insieme allo statuto e alla designazione del proprio rappresentante nell’assemblea. Una scelta particolarmente significativa per un territorio nel quale la coltivazione degli agrumi ha lasciato tracce ancora oggi immediatamente riconoscibili nelle storiche limonaie e nei giardini affacciati sul Garda.
La nuova rete nasce con un obiettivo che va oltre la semplice promozione di un prodotto tipico. Al centro del progetto ci sono la tutela dei paesaggi agrari storici e dei sistemi terrazzati, la conservazione delle varietà locali, il recupero delle superfici agricole abbandonate e il rafforzamento delle produzioni certificate.
Particolare attenzione viene riservata anche alla qualità e alla tracciabilità della filiera, all’innovazione dei sistemi produttivi e alla sostenibilità ambientale. Temi diventati cruciali per un comparto che deve confrontarsi contemporaneamente con l’abbandono delle coltivazioni tradizionali, l’aumento dei costi produttivi e la necessità di mantenere economicamente sostenibile un’agricoltura praticata spesso in territori difficili.
Il dato richiamato nella documentazione relativa alla nascita dell’associazione fotografa con chiarezza il problema: negli ultimi venticinque anni la superficie italiana destinata alla limonicoltura avrebbe registrato una contrazione superiore al 40%. Una riduzione che non riguarda soltanto la produzione agricola. L’abbandono dei limoneti, soprattutto nelle aree terrazzate, può infatti determinare la progressiva perdita di paesaggi costruiti nei secoli e aumentare la fragilità di territori nei quali l’attività agricola svolge anche una funzione di presidio idrogeologico.
Da qui la volontà di costruire una strategia comune tra realtà geograficamente lontane, ma accomunate dalla presenza del limone nella propria storia economica e culturale. L’associazione punta a favorire lo scambio di esperienze tra amministrazioni e territori e a sviluppare iniziative coordinate anche sul piano della progettazione nazionale ed europea.
Accanto alla dimensione agricola assume un ruolo centrale quella turistica. “Città dei Limoni” intende promuovere itinerari tematici, musei diffusi, manifestazioni, attività didattiche e iniziative capaci di trasformare il patrimonio limonicolo in un elemento di attrazione territoriale. Un modello nel quale il prodotto diventa la porta d’ingresso per raccontare paesaggio, architettura rurale, tecniche agricole, gastronomia e tradizioni locali.

