Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

26 Ottobre 2007 | Senza categoria

Eutanasia tabù in Tv

La Tv dà i numeri di Giorgio Bellocci  E’ tornato Maurizio Crozza, un fuoriclasse della televisione, e con lui anche il “suo” strepitoso Papa Benedetto XVI: una raffinata imitazione, priva di volgarità, che per me conferisce al Pontefice una certa carica di umanità e simpatia lontana dai tradizionali toni ieratici. Pure se filtrata dalla satira, la mia speranza è che il tema dell’eutanasia trovi a questo punto spazio proprio in “Crozza Italia Live” (La7, domenica ore 21.30). Magari con un intervento spiazzante del finto Ratzinger. Perché questa urgenza? Lo scorso 17 ottobre i principali quotidiani hanno dato ampio risalto a una rivoluzionaria sentenza della Cassazione che, in sintesi, ha aperto uno spiraglio per l’interruzione delle cure dei pazienti in stato vegetativo permanente. I talk televisivi hanno invece deciso di non volgere la propria attenzione alla tematica. Una scelta discutibile che però bene esemplifica il mood di un paese dove su certi temi si rimane zavorrati a concetti medioevali, ma soprattutto dove non viene stimolato un dibattito veramente democratico. Perché il parere del normale cittadino che è contro l’eutanasia merita giustamente solo un gran rispetto, ma chi legifera partendo da quella posizione si trova oggi nelle condizioni di imporre qualcosa in modo autoritario. Al contrario, chi reclama perlomeno la progettazione di una legge sul testamento biologico lotta per un diritto che investirebbe solo la propria coscienza. Allo stesso modo in televisione dovrebbero avere voce sia i teodem come la senatrice dell’Ulivo Paola Binetti, che urlano allo scandalo per la sentenza progressista della Cassazione, sia i più strenui difensori dei diritti civili e del testamento biologico come Marco Cappato della Rosa nel pugno. Questa è dunque la storia di una trasmissione che non c’è stata… I vari Vespa, Ferrara e Mentana hanno evidentemente valutato di scarso appeal il tema. Peccato perché avrebbero potuto dare voce a Beppino Englaro, il coraggioso papà della ragazza che da quindici anni vive in coma vegetativo. Il signor Englaro ha provato ad appellarsi a tutti i gradi della legge per chiedere di staccare la spina ai macchinari che tengono in vita sua figlia, a fronte di quello che sembra essere un accanimento terapeutico. Al papà di Eluana, un po’ confortato dalla Cassazione,  va tutta la mia solidarietà per la sopportazione delle intrusioni nel suo intimo dolore da parte degli ayatollah del cattolicesimo: chissà se nella trasmissione che non c’è stata la senatrice Binetti avrebbe dichiarato senza imbarazzo quanto detto ai giornali? Testualmente: “Eluana deve morire di morte naturale… nulla deve essere fatto per accelerare la sua morte”. Quando si dice il sostegno delle istituzioni!

Leggi anche: