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4 Aprile 2008 | Senza categoria

WikiGoogle o Googlepedia?

Una delle tante sfide che ha luogo nell’immenso universo di internet è quella fra Google e Wikipedia e i loro nuovi progetti. Lui è il più importante e più utilizzato motore di ricerca del web, capace di capitalizzare al suo interno il 70% di tutte le ricerche effettuate su internet, lei ha rivoluzionato il concetto di enciclopedia e porta sulle sue pagine 60 milioni di utenti al giorno. Sono il colosso californiano Google e Wikipedia, enciclopedia redatta con la collaborazione degli internauti e sostenuta dall’organizzazione senza fine di lucro Wikimedia Foundation. I due giganti della rete hanno fino a oggi conquistato la massima popolarità in due comparti differenti. Google si è imposto su tutti i concorrenti dal punto di vista della ricerca e ha iniziato un business legato alla pubblicità sul web che al momento non ha uguali, a partire dalla soluzione AdSense e passando per la discussa acquisizione di Doubleclick, concessionaria di pubblicità che permette di monitorare le abitudini degli internauti e profilare i loro interessi e attitudini. Wikipedia da parte sua è pubblicata in circa 250 lingue differenti, contiene dieci milioni di articoli, 32 milioni di pagine e qualcosa come 10,25 milioni di utenti registrati. La spartizione fra due dei marchi più riconosciuti e apprezzati di internet, e non solo, è così abbastanza equa, essendo gli universi all’interno dei quali si collocano separati e imprescindibili l’uno dall’altro. Ma è noto che due galli in un pollaio siano presto destinati a scontrarsi e poco ci è voluto perché Google iniziasse a valutare un progetto simile e concorrente a quello di Wikipedia. Il gruppo di Mountain View ha lanciato Knol, “la prima vera iniziativa con la quale chi ricerca una voce specifica potrà leggere quello che realmente cerca”, ha spiegato Udi Mander vicepresidente Google. “Vogliamo creare un nostro network per diffondere la conoscenza”, ha aggiunto Manber, in previsione della mobilitazione di 75mila collaboratori attivi che scriveranno le voci enciclopediche in oltre, guarda caso, 250 lingue diverse. Google Knol sarà costituita da schede monotematiche, ognuna delle quali avrà una pagina a tema. A differenza di Wikipedia, che è totalmente anonima e gratuita, gli autori di Knol saranno citati con nome e cognome e potranno avere banner pubblicitari, incassando così una quota dei ricavi. “L’obiettivo – ha specificato Manber – è quello di coprire tutti gli argomenti dello scibile umano, dalla scienza all’intrattenimento”. Attualmente ancora in una fase iniziale a inviti, Knol sarà aperto a tutti nel giro di pochi mesi. La reazione da casa Wikipedia non si è fatta attendere, innanzi tutto sottoforma di commento da parte del fondatore dell’enciclopedia Jimmy Wales: “Mi chiedo se sia in grado di generare contenuti di qualità e poi mi pare che gli articoli manchino di equilibrio, non hanno il tono neutrale di quelli di Wikipedia e, soprattutto, anziché ispirare la collaborazione fra gli utenti, puntano alla competizione” e, in seconda battuta sotto forma di sfida sul terreno più congeniale a Google, Wales ha annunciato l’acquisto di un sistema d’avanguardia che dovrebbe rendere possibile un indice completo della rete, ovvero un sistema di ricerca che entri in competizione diretta con Google. Potrebbe essere meno difficile del previsto in quanto alcune notizie, come l’annuncio della morte della moglie e del figlio di Chris Benoit, il campione di wrestling suicidatosi dopo averli uccisi, è finita su Wikipedia prima che la polizia desse la notizia alla stampa. L’intenzione di Wales è di creare un motore di ricerca aperto e che sfrutti l’ausilio di volontari, attraverso l’affiancamento agli algoritmi che hanno reso imbattibile Google di un’enorme assistenza umana. Sono gli internauti quindi, secondo Wales, che daranno al suo motore di ricerca il valore aggiunto rispetto ai concorrenti. Mentre competizione e introiti pubblicitari dovrebbero garantire a Knol maggior precisione e incisività di Wikipedia. Questi saranno gli elementi della sfida che nei prossimi mesi si consumerà a colpi di click, come si concluderà è difficile prevederlo, di sicuro c’è che, per ora, la fonte migliore per trovare le informazioni necessarie per farsi un’idea dell’argomento è Wikipedia. •Martina Pennisi

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