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27 Febbraio 2009 | Senza categoria

L’irriconoscenza di Mediaset per Mentana

LA TV Dà I NUMERI di Giorgio Bellocci E‘ stato di conforto vedere il volto rilassato di Enrico Mentana nel programma del suo compagno di tifo interista Gad Lerner (“L’infedele”, La7, lunedì ore 21.10). La prima uscita televisiva dell’ex conduttore di “Matrix” dopo le note e clamorose vicende legate al suo divorzio da Mediaset. Di conforto perché ancora nei giorni precedenti gli ineffabili comunicatori del gruppo (Mauro Crippa in testa) avevano reiterato la storiella del “tradimento” di Mentana, per non dire dell’informazione garantita sul caso-Englaro da Emilio Fede e da Studio Aperto (laddove il grado di obiettività di giudizio rispetto all’operato del governo Berlusconi è paragonabile a quello dell’iconoclasta Giampiero Mughini sulla Juventus). Di conforto perché a sparare a zero su Mentana ci aveva pensato anche Pier Silvio Berlusconi in una strana intervista con il Corriere della Sera di venerdì 20 febbraio: per nulla contraddetto dal giornalista Daniele Manca, Berlusconi jr., oltre ad attaccare Mentana con particolare senso dell’irriconoscenza, ha pontificato sugli errori del PD (mancava nel dibattito il parere di un fine politologo come lui), qui visto come alleato di Murdoch e Sky. Poi  ha convinto il suo interlocutore della “qualità dei programmi di Mediaset”, che lui vede addirittura sopravanzare la Rai. Certo, dalle parti di viale Mazzini sono proposte in prime time le Del Noce-girls, ma almeno il livello degli approfondimenti giornalistici è di tutto rispetto, e nel settore entertainment i programmi di Fabio Fazio e Serena Dandini non hanno uguali a Cologno Monzese. Dove sarà tutta questa qualità che Berlusconi jr. vede nel suo network? Altra cosa sarebbe fare un discorso onesto del tipo “non abbiamo il canone e la sola raccolta pubblicitaria non ci permette di fare una tv di qualità, dunque ci teniamo i nostri numerosi utenti che non badano troppo alla qualità”… Temevo di vedere un Mentana abbacchiato o pentito delle scelte coraggiose operate. E invece il nostro ha ricordato con serenità che i veri motivi della sua cacciata da Mediaset risiedono altrove, certo non nella querelle sulle finestre informative in un reality. Oggi è possibile almeno ipotizzare che a Mediaset puoi tribolare se fai informazione scomoda al… grande capo. Tipo dare spazio a Antonio Di Pietro come ha fatto Mentana. Da suo super-fan spero però che il giornalista spenda una riflessione sulle puntate di “Matrix” connotate da spottoni a film del gruppo Medusa o alle fiction di Canale 5 (dove un conto è parlare del Generale Dalla Chiesa, altro de “I Cesaroni”). Con obiettività devo dire che affidare il talk a Alessio Vinci è una buona scelta. L’augurio è che ora da Mediaset arrivi a lui un appoggio… incondizionato.

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