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18 Settembre 2009 | Senza categoria

Il sesso virtuale (sul satellite) di “Swingtown”

La tv dà i numeri di Giorgio Bellocci   A voler essere maliziosi si può parlare di simpatico scherzetto da parte del cosiddetto “fortino” di Raitre! Una sorta di vendetta consumatasi nella serata in cui, per altro, la fiction di Canale 5 ha battuto lo speciale “Porta a porta” con Silvio Berlusconi: si è infatti rivelata ottima la scelta di rispondere al forzato slittamento di “Ballarò” con il bel film La caduta . Il 10% di share è un signor risultato, tutt’altro che scontato considerato lo spessore da cinefili del film diretto nel 2004 dal tedesco Oliver Hirschbiegel e ispirato agli ultimi giorni di vita di Adolf Hitler. A voler essere ancora più maliziosi (ma non particolarmente originali!) si può pensare a una scelta non casuale, quasi a suggerire un parallelo tra Berlusconi e il dittatore nazista. Io preferisco pensare a una circostanza fortuita e al ricco magazzino di film in dotazione a Raitre. Ricco, per amore di verità, quanto quello di Mediaset, come testimoniato dalla notevole programmazione che ha caratterizzato l’estate di Canale 5 in tema di film: Saturno contro , Mio fratello è figlio unico , The Prestige , tra i tanti… Sposando la suddetta tesi maliziosa si potrebbe invece far notare che martedì, in concomitanza con “Porta a porta”, sul canale satellitare Lei è andata in onda la seconda puntata di “Swingtown” La serie, prodotta per la CBS da Mike Kelley (“Jericho”, “The O.C.”), è ambientata nella metà degli anni ‘70 e tratta della presunta liberazione sessuale (e di conseguenza sociale) nell’America reduce dai fantasmi del Vietnam e delle dimissioni di Nixon. “Swingtown” era stata acquistata dalla Rai nel 2008 e trasmessa la scorsa estate alla una e mezza di notte!! All’epoca il responsabile fiction di Raidue parlò di telefilm trasgressivo, con contenuti scabrosi tipo scambi di coppia, scene esplicite ecc. Ma se un prodotto comprato dalla Rai finisce su un canale satellitare, per quanto glamour come quello del gruppo Rcs, vuol dire che qualcosa non funziona. Pur mantenendo la mia indignazione per il trattamento da parte di Raidue, devo sottolineare lo scarso appeal di “Swingtown”, accentuato dal fatto che non c’è nemmeno l’ombra del “babau” scandaloso evocato dai solerti funzionari Rai. E considerata l’avvenenza dell’attrice Lana Parilla (la disinibita Trina) per certi versi è un peccato! L’unico spunto di interesse, nell’ambito di un meccanismo narrativo farraginoso, risiede nella lettura della serie come prequel di “Casalinghe disperate”, soprattutto per l’ambientazione minimalista e claustrofobica in una piccola provincia dove sono le donne a dettare regole e ritmi del quotidiano.

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