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25 Settembre 2009 | Senza categoria

Coca-Cola domina, Google avanza

Interbrand ha disegnato un contesto in cui la riconoscibilità del marchio non sembra subire la crisi. Buon riscontro per i brand Ict. La Coca Cola, con i suoi 68,734 milioni di dollari di valore, si è bevuta di nuovo tutti. E’ la classifica di Interbrand, che stila una graduatoria dei marchi più incisivi del mercato, a premiare ancora una volta il brand distintivo della bevanda più famosa al mondo. Rispetto al 2008, anche il resto del podio è rimasto immutato: secondo posto per la statunitense Ibm, 60,211 milioni, e bronzo per il colosso dell’informatica Microsoft, 56,647 milioni. Buone notizie dunque per le aziende Ict, che, nonostante la crisi, sono rimaste stabili nella parte alta della classifica. Big Blu ha addirittura aumentato il suo valore del 2%, mentre il gruppo fondato da Bill Gates ha perso quattro punti percentuali. In termini di progressione, degna di nota la prestazione di Google, passato dal decimo posto del 2008 al settimo attuale e, soprattutto, cresciuto del 25%, a toccare un valore di 31,980 milioni. Nokia è rimasta invece inchiodata al quinto posto, con 34,864 milioni e ha fatto registrare una flessione del 3%. Restando in ambito ‘telefonia mobile’, Samsung ha fatto due piccoli passi, dalla 21a alla19a posizione, e raggiunto un valore di 17,518 milioni (-1%). Siemens è 47a (7,308 milioni, -8%), rispetto al 48° posto dello scorso anno. Il marchio di smartphone che si è distinto maggiormente, secondo i dati Interbrand, è il Blackberry: un salto di dieci posizioni, dalla 73a alla 63a e una crescita del 7% (5,138 milioni). La Apple, che con i successi legati all’iPhone, è identificabile con il mercato dei dispositivi mobili, è ventesima, ha guadagnato quattro posizioni e  si è assicurata un progressivo del 12% (14,433 milioni). Spostandosi dalla telefonia al web, settore all’interno del quale i marchi interessati sono fra i più giovani della classifica, emerge che lo strapotere di Google è abbastanza radicato.  A far compagnia a BigG sono solo eBay, stabile in 46a posizione con 7,350 milioni e un -8%, e il nemico giurato Yahoo!, 64° (5,111 milioni e -7%). Aspetto interessante della graduatoria è che il valore aggregato dei cento brand è sceso mediamente del 5%, molto meno della flessione del Pil mondiale. “Questo – dice Manfredi Ricca, business director di Interbrand – dimostra come in tempi di crisi il brand sia uno strumento di forte stabilità”   • Martina Pennisi GLI ITALIANI IN CLASSIFICA Fra i 100 marchi presi in considerazione, sono quattro a sventolare il tricolore. A tenere alto l’onore della Penisola sono il settore moda, con tre brand, e quello automobilistico, con un marchio. La medaglia d’oro nostrana va a Gucci, 41° e in discesa di quattro posizioni, 8,182 milioni. Il competitor in passerella Prada è 87°, in virtù di una piccola scalata di quattro posizioni e di un valore di 3,530 milioni. La Ferrari, anch’essa in crescita di sette posizioni, è 88a e ha un valore di 3,527 milioni. Giorgio Armani è 89° (-6%) e un valore di 3,303 milioni. (Mp) UNO SGUARDO GENERALE Come detto, è Coca Cola a svettare in prima posizione. In coda, la neo-entrata del 2009, la statunitense Campbells. Compaiono per la prima volta in classifica anche Raplh Lauren (99), Burberry (98), Puma (97), Adobe (95), Burger King (93). Scivolone epocale per la svizzera Ubs: flessione del 50% e crollo dal 41° al 72° posto. Male la compagna di settore Morgan Stanley: -26% e 57a posizione, dalla 42a dello scorso anno. Si sorride in Svezia, grazie alla prestazione di Ikea: 28a posizione, dalla 35a del 2008, e progressivo del 10%. (Mp)

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