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2 Ottobre 2009 | Senza categoria

Scajola e Romani: se i fedelissimi ringhiano…

LA TV DA I NUMERI Di Giorgio Bellocci «…E’ stata l’ennesima puntata di una campagna mediatica basata sui pruriti, sulla spazzatura, sulla vergogna, sull’infamia, sulle porcherie… Convocherò i vertici della Rai per verificare se trasmissioni come Annozero rispettino l’impegno, assunto dalla Rai nel contratto di servizio, a garantire un’informazione completa e imparziale”… Ecco, a volte ritornano: vi ricordate di colui che definì Marco Biagi “un rompicoglione”? Giusto pochi mesi dopo l’omicidio da parte delle Brigate rosse del giuslavorista lasciato senza scorta dal governo del centrodestra. Era il 2002 e Claudio Scajola era ministro dell’Interno. Ho sempre pensato che a Scajola non dovevano essere addebitate responsabilità particolari per quanto accaduto a Biagi: sulla scorta prese in buona fede, appoggiato dai colleghi di governo, una decisione che si sarebbe rivelata infausta; sulla gaffe, colta da due giornalisti, sarei pronto a scommettere che già un secondo dopo si era pentito. Detto questo, da certe esperienze si dovrebbe trarre qualche lezione riguardo alla comunicazione, al rapporto con i media e, soprattutto, alla gestione del potere. Dopo nove anni Scajola occupa ancora un ministero, quello dello Sviluppo Economico, ma non sembra aver appreso molto dalle passate esperienze (ci sarebbe anche il suo protagonismo nel drammatico G8 del 2001…). Così facendo, con l’indecente atto censorio verso “Annozero”, Scajola è meritevole della più aspra critica. Si è comportato come l’ennesimo solerte portavoce del “capo” che, come noto, ha fatto filtrare il suo scarso apprezzamento per la ripresa del talk di Santoro. Ma piccoli “berluschini” si moltiplicano come inquietanti replicanti, e oggi sono particolarmente incarogniti verso i professionisti della televisione che non si piegano al pensiero che il governo vorrebbe conformista. Mercoledì è stata la volta di Paolo Romani, viceministro alle Comunicazioni, che non ha resistito e ha attaccato la strepitosa mini sit-com “Lost in Wc” vista all’interno di “Parla con me”. Premesso che la satira delle brave Federica Cifola e Paola Minaccioni, per altro priva di cattiveria, non era rivolta direttamente a Berlusconi bensì alle ragazze che hanno frequentato i bagni di Palazzo Grazioli (le loro debolezze ma in fondo pure la loro fragilità), è così difficile per certe persone rilassarsi davanti a un momento di pura comicità? Per rispondere bisogna forse essere maliziosi e ricordare che Romani è uno dei fedelissimi di Silvio Berlusconi fin dagli anni 70, come raccontato anche dalle cronache giudiziarie.

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