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3 Dicembre 2010 | Senza categoria

Le “Iene”, don Sergio e l’inchiesta d’assalto

di Giorgio Bellocci   Quanto sono bravi e simpatici Paolo e Luca… Oh, ma la Ilary Blasi non se la tira per nulla… Le “Iene” sì che fanno giornalismo d’inchiesta… In un paese normale don Sergio Recanati, morto suicida in provincia di Bergamo lo scorso 27 novembre, sarebbe stato costretto ad assumersi le responsabilità per molestie di natura omosessuale davanti alla legge.   Come noto, invece, un servizio del rotocalco di Italia 1 trasmesso in aprile lo ha esposto al pubblico ludibrio. Certo, oggi Davide Parenti, autore del programma, oltre a dire “mi dispiace”, sottolinea gli stratagemmi adottati all’epoca per tutelare un minimo di privacy dell’ignaro protagonista (inconsapevole perché c’era la classica e un po’ vigliacca telecamera nascosta).   Ma il volto schermato non è stato sufficiente: nella zona del bergamasco tutti hanno riconosciuto don Recanati. Pochi giorni dopo, inoltre, il religioso era stato sospeso dalle sue funzioni presso il Santuario di Caravaggio e inviato in una comunità di cura. Mi auguro che le “Iene” possano spendere una seria riflessione su quanto accaduto… Il suicidio di Mario Monicelli dovrebbe invece far riflettere i pasdaran dei cosiddetti comitati “pro vita”   Quelli che indignati per gli appassionati interventi a “Vieni via con me” di Beppino Englaro e di Mina Welby hanno chiesto agli autori il diritto di replica! Basta solo l’ottima e logica risposta di Fabio Fazio per mettere a tacere tali arroganti voci: “concedere un diritto di replica alle associazioni pro vita significherebbe avallare l’idea, inaccettabile, che la nostra trasmissione sia stata pro morte”

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