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15 Marzo 2007 | Senza categoria

Banchi di scuola sul web

L’e-learning trova seguaci anche in Italia. A trainare il settore sono aziende e Pubblica amministrazione. Utilizzare internet per imparare. Anche nel nostro paese diventa realtà. Lo assicura l’Osservatorio e-Learning 2006 realizzato da AiTech-Assinform con il Cnipa-Centro Nazionale per l’Informatica. A trainare il settore sono le imprese, la Pubblica amministrazione, la scuola e l’università. Nel 2005 la spesa complessiva per l’attività di e-learning in Italia in questa fascia di applicazione è stata di 411,9 milioni di euro, con un incremento del 12,7% sul 2004. Alla fine del 2006 la spesa si è attestata sui 479 milioni di euro (+16,2%). La parte del leone l’hanno fatte le imprese che lo scorso anno hanno investito 373,6 milioni di euro sui 479 complessivi. Nelle aziende a beneficiare della formazione e-Learning sono stati più i quadri che i dirigenti. Nella Pubblica amministrazione a utilizzare questa modalità didattica sono stati 26 mila dipendenti. a senatrice Beatrice Magnolfi, sottosegretario alle Riforme e Innovazione nella PA, ha sottolineato che “i dati ci mostrano come la formazione per la Pubblica Amministrazione erogata in e-Learning o in modalità blended risulti ancora marginale rispetto all’utilizzo dell’aula. Tuttavia, a una bassa percentuale di corsi erogati a distanza corrisponde una elevata capacità di raggiungere numerosi utenti”. “Le grandi aziende guardano ormai all’e-Learning come strumento chiave per migliorare il sistema di competenza nel contesto di un mercato sempre più competitivo, dove la globalizzazione e il time-to-market sono diventate variabili fondamentali per competere con successo – afferma Roberto Liscia, vice presidente di AiTech-Assinform. Le Pmi, però, “si trovano ancora in una fase iniziale per l’uso di questi strumenti” I corsi di e-Learning vedono al primo posto la formazione in campo informatico-telematico (30,77%), seguita da quella giuridico normativa (15,38%), linguistica (14,10%), tecnico specialistica (10,26%), organizzazione e personale (7,69%), comunicazione (6,41%), ecc.. Secondo il rapporto “le applicazioni di e-learning in ambito universitario vedono attribuiti un peso e una visibilità diversa, nei rispettivi siti”. Nove atenei includono nella propria offerta formativa le attività di e-Learning e altre 12 università permettono un accesso piuttosto veloce alle iniziative formative legate all’e-learning. Nonostante questa difformità di sensibilità, sono aumentate le università che offrono e-Learning passando dal 73% del 2003 all’83% del 2004 all’85% del 2005 e a circa il 92% del 2006. Di esse il 73% ha dichiarato di disporre di un proprio centro per l’e-Learning. Sono anche aumentate le modalità di erogazione di formazione a distanza. L’Osservatorio nota come “tra i fattori che in ambito accademico costituiscono ostacolo all’adozione di progetti e-Learning ci siano ai primi posti la diffidenza, la mancanza di gratificazione, la carenza di risorse umane e gli alti costi di investimento”. Per quanto  riguarda il mondo della scuola, ha un particolare peso il contesto tecnologico: la disponibilità della banda larga negli edifici (68%) e a casa (75%). Oltre il 70% dei docenti è favorevole all’uso di internet con scopi didattici; il 60% ne fa già uso o incoraggia gli studenti a farlo e il 6% ne ha l’intenzione. Nell’area della Pubblica amministrazione, l’Osservatorio rileva “il consolidarsi nelle amministrazioni locali della scelta di associarsi con altri enti per ottimizzare l’investimento formativo, più al Nord (il 30% delle amministrazioni) che al Sud (circa il 13%). Più alta la percentuale complessiva di associazione rilevata nei Comuni (circa il 30%) con una crescita più intensa nel Meridione con tassi molto vicini a quelli del Settentrione”. Nel segmento della PA l’erogazione della formazione e-Learning è distribuita in modo omogeneo tra le diverse figure professionali (dirigenti, amministrativi, tecnici). Anche in questo settore l’area tematica prevalente è quella delle materie informatico-telematiche, seguita dalla linguistica, dal giuridico normativa, tecnico-specialistica e organizzazione e personale. • Simona Montella  

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