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26 Giugno 2009 | Senza categoria

Comunicazione mobile, futuro web

Il mercato del ‘mobile content & internet’ è in crescita e si prefigura come il possibile fulcro nel futuro della (tele) comunicazione italiana. E’ stato presentato pochi giorni fa il rapporto ‘Mobile Content & Internet: niente è più come prima!’. Web e cellulari, un mercato in ascesa che nel 2008 è cresciuto del 3%, assestandosi a 1,2 miliardi di euro, con i profitti dagli abbonamenti di web-mobile saliti del 20%. Secondo la ricerca, la navigazione internet tramite cellulare, favorita dalla diffusione di iPhone e in generale dei telefoni 3G, registra alti livelli di penetrazione in Italia: l’accesso a notizie e informazioni via browsing è cresciuto del 12% in gennaio, poco meno della media europea del 14%. La diffusione del web-mobile nello Stivale prosegue, dunque, nonostante la penalizzazione derivata dalla preponderanza delle carte prepagate e delle tariffe a consumo. Al momento i contratti flat costituiscono solo il 10% dei ricavi complessivi, mentre nel resto del Vecchio Continente sono proprio i piani tariffari a traffico illimitato a spingere la fruizione della rete via smartphone et similia. I principali consumi degli internauti mobili, escludendo e-mail e social network, riguardano motori di ricerca (43%), informazioni meteo (30%) e news in generale (29%). Sono apprezzati anche i contenuti riguardanti sport (24%) ed entertainment (19%). Uno dei punti interrogativi cruciali riguardo l’evoluzione del mercato dei mobile-content viene dalle modalità di pagamento. Per lo sviluppo del settore è necessaria, nel futuro prossimo, una più ampia diffusione delle carte di credito, che in Italia hanno sempre incontrato parecchie difficoltà a penetrare i canali digitali. L’incertezza che ancora permea analisti, operatori del settore e utenti, riguarda invece i modelli di business che il ramo ‘mobile content & internet’ sarà in grado di abilitare. Se si andrà verso una logica simile a quella del web pc-centrico, in cui i provider di contenuti sono remunerati solo sulla base della pubblicità e i rivenditori solo dalle tariffe da connettività dati, allora si assisterà a una prossima stagnazione. Se invece si riuscirà a intraprendere una via alternativa e più specifica di settore, davvero centrata sulla mobilità e sulla telefonia, si riuscirà probabilmente a sfruttare le caratteristiche del canale (immediatezza, rilevanza rispetto al contesto e al momento, naturale predisposizione del media alla comunicazione) e la sua enorme clientela. Proprio l’utenza è il tassello che completa il puzzle di quest’indagine socio-economica. Gli italiani sembrano avere un elevato livello di conoscenza sull’argomento: il 94% dichiara di sapere della possibilità di fruire di almeno una tipologia di contenuti sul proprio telefono (in particolar modo vengono riconosciuti come tali giochi, suonerie, sfondi e processi di televoto). Oltre il 25% della popolazione italiana dice inoltre di aver acquistato almeno un ‘mobile content’ nell’ultimo anno. Conoscenza e consumo non vanno, chiaramente, di pari passo. Ma certo dispositivi mobili, internet e contenuti, se sviluppati puntando sulla funzionalità e l’interattività, possono divenire un mercato importante, centro attivo della comunicazione quotidiana, e rappresentare l’evoluzione di due mondi (il web e i cellulari) in Italia non sempre convergenti. • Stefano Pini

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