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21 Settembre 2007 | Senza categoria

Cossiga: da Gromyko a Melita

La Tv dà i numeri di Giorgio Bellocci  Ricordate la caduta del governo Prodi nell’ottobre del 1998? Ricordate il Deus ex machina del ribaltone che portò D’Alema a Palazzo Chigi? Secondo la vulgata giornalistica il protagonista dell’evento fu il senatore a vita Francesco Cossiga. Nelle mille e oltre interviste rilasciate sul tema, il mitico ex picconatore racconta una cosa che più o meno suona così: “Ero in pigiama, stavo facendo colazione, suonano alla mia porta… dopo pochi minuti la solenne decisione che avrebbe cambiato gli eventi di quel momento storico era presa…”. Questo è Cossiga, in pigiama o no. Un amante delle esternazioni a effetto. Certo, è uomo colto, carismatico e spesso anche simpatico. Ogni tanto però la sua logorrea lo porta a infilarsi in situazioni che fanno la gioia dei giornalisti, ma che rischiano di lasciare una traccia imbarazzante sulla sua onorata carriera. Personalmente sono rimasto molto colpito nel vedere Cossiga alle prese in un “faccia a faccia” con Melita Toniolo, l’invadente inviata di “Lucignolo”. E’ avvenuto lo scorso agosto nel contesto molto chic di “Cortina incontra”, l’evento organizzato con grande mestiere dai coniugi Cisnetto.  A Cossiga, sbrigata la pratica dell’intervista per il lancio del libro scritto con Pasquale Chessa, hanno detto di Melita, e lui non si è tirato indietro… Con il consueto entusiasmo ha fiutato l’odore della telecamera e si è buttato nelle fauci del rotocalco di Studio aperto. Lucignolo, hit estivo per l’Auditel, è un programma volgare, ma lo è in modo diretto, senza sotterfugi e con la consapevolezza che superato il test del telecomando si può reclamare a buon diritto l’esistenza nella tv non foraggiata dal canone. Melita ha ballato per un’estate e forse nel 2008 tornerà a fare lo struscio sotto i portici di Treviso. O magari volerà negli Stati Uniti per iscriversi all’Actor’s Studio… Senza impegnarsi troppo, ma con il solo utilizzo del corpo, l’ex del Grande Fratello 7 ha provato a intervistare vari personaggi, tra cui altri politici prima del confronto con Cossiga. Il senatore è purtroppo arrivato impreparato all’appuntamento: non aveva visto, per esempio, l’imbarazzante duetto tra Melita e il prosindaco di Treviso Gentilini, quello che evoca la pulizia etnica per i “culattoni” e altre amenità varie. Non so se a Mario Giordano, direttore di Studio Aperto, siano arrivate email di protesta sul tema, ma so che il ritratto benevolo che è stato fatto dell’impresentabile Gentilini è l’unica cosa di cui il rotocalco dovrebbe fare ammenda. Un Cossiga ispirato, pure rimanendo nel gioco del corteggiamento a Melita, avrebbe trovato l’occasione per un simpatico, ma efficace rimbrotto a Lucignolo. Così non è stato. 

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