Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

22 Febbraio 2008 | Senza categoria

Di Pietro nemico pubblico su stampa e Tv

La Tv dà i numeri di Giorgio Bellocci  “Ho sentito Berlusconi in tv fare retorica sul militare caduto in Afghanistan, e nessuno che gli ricordasse che alla missione in Afghanistan l’ultima volta ha votato contro per far cadere il governo Prodi”… Così Pier Ferdinando Casini a Aldo Cazzullo (“Corriere della Sera” del 17 febbraio). Il commento del leader Udc non è solo un rimprovero all’ex alleato dei bei tempi, bensì anche un breve ed efficace zoom su un aspetto della campagna elettorale raccontata in tv. Casini ha sentito Silvio Berlusconi a TV Sette, lo scorso venerdì, e il “nessuno” che doveva resuscitare la memoria all’ospite è Gianni Riotta. Un errore, certo non di poco conto, nell’ambito di un confronto ben condotto da Riotta, con cortesia ma senza troppe agevolazioni. Il tema di una presunta sudditanza è stato rappresentato pure da Marco Travaglio durante la sua rubrica nella puntata di “Annozero” del 14 febbraio: il giornalista ha messo nel mirino, in particolare, il doppio appuntamento di “Porta a porta” con protagonisti Berlusconi e Walter Veltroni. Travaglio, che in genere ha ragioni da vendere, ha accusato i colleghi chiamati a interloquire con i due candidati di eccessiva riverenza… Insomma, da qui alle elezioni chiunque sia particolarmente interessato al corto circuito che investe stampa, giornalisti televisivi e politica ne vedrà delle belle. Sovente chi esprime giudizi tende a generalizzare e manca di generosità. Travaglio, per esempio, doveva escludere dalla sua critica Ferruccio De Bortoli, che da Vespa si è mostrato molto rigoroso verso il leader di Forza Italia.  Ma prendiamo anche l’attacco che sta subendo su vari fronti (politici e dei media) Antonio Di Pietro. Da quando è stato annunciato l’apparentamento dell’Italia dei valori con il Partito democratico si sono sprecati, in tv e sui giornali, ironie e battute sprezzanti verso l’ex pubblico ministero. Veltroni si sarebbe accordato con “un questurino”, “un manettaro”, “un persecutore d’innocenti”, ecc. Il tormentone non è stato evocato solo da Berlusconi o da qualche suo pasdaran, ma è entrato anche in vari talk, tra cui “Otto e mezzo” e “Le invasioni barbariche”. Nel primo c’era Emma Bonino che avrebbe potuto ricordare all’anti-Di Pietro di turno (il giornalista Pierluigi Battista) che il nostro si è speso per tante battaglie dei radicali (ricordo solo il contrasto all’invadenza della Chiesa nel dibattito politico). Fausto Bertinotti avrebbe dovuto invece evocare a fronte dell’incalzare di Daria Bignardi il profilo di Di Pietro come fautore della legalità e del sostegno sociale (temi cari a Rifondazione) e portatore di posizioni contrarie alle guerra preventiva e all’asservimento agli Stati Uniti… Si, un pizzico di generosità non guasterebbe.

Leggi anche: