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3 Aprile 2009 | Senza categoria

Greenpeace e il green high-tech

Primi della classifica eco-tecnologica risultano essere Nokia, Samsung e Sony, mentre agli ultimi tre posti troviamo Microsoft, HP e Nintendo La guida per un high-tech responsabile di Greenpeace, pubblicata martedì 31 marzo, stila la classifica dei principali produttori mondiali di elettronica secondo una concreta applicazione della politica del rispetto dell’ambiente. I responsabili Greenpeace hanno analizzato le 18 più grandi aziende mondiali, specializzate nella produzione di telefoni cellulari, computer, televisori, console da gioco e altri prodotti. Quali i criteri utilizzati per stilare la classifica degli amici tecnologici dell’ambiente? Con punteggio che va da 0 a 10, tre concetti fondamentali sono stati ritenuti basilari: la gestione delle sostanze chimiche tossiche, lo smaltimento di scarti e rifiuti tecnologici e  la reale assunzione di responsabilità nei confronti dei rischi climatici. In generale, seppur in perdita sul piano chimico, le aziende hanno registrato passi in avanti migliorando gli aspetti relativi a clima e energia. HP (2,7 punti), Dell (3,7) e Lenovo (3,1) avevano promesso di sopprimere dalla fabbricazione dei propri prodotti la presenza di plastica in PTV e tutti i ritardanti di fiamma a base di bronzo entro il 2009. La promessa non mantenuta li fa slittare rispettivamente al 17°, 14° e 15° posto della classifica (nella precedente classifica i primi due erano posizionati al settimo e il terzo al 13° posto). Nonostante Dell abbia proceduto alla riduzione di PVC e ritardanti di fiamma per un desktop, un notebook e alcuni monitor e Lenovo abbia prodotto due modelli caratterizzati dall’assenza di composti tossici, i due produttori non sono stati in grado di fornire una data entro la quale regolarizzarsi con l’eliminazione completa di sostanze nocive. HP dichiara invece che sarà in grado di adempiere a tale compito entro il 2010. Su cinque leader mondiali nella produzione di pc, solo due hanno mantenuto gli impegni presi: Apple (4,7) e Acer (4,5) si posizionano perciò rispettivamente all’11° e al 12° posto. In particolare modo Apple è riuscita nel suo intento già verso fine 2008, fatta eccezione per l’ostacolo tecnico rappresentato dai fili elettrici che dovrebbero comunque entro breve ottenere la certificazione PVC-free. A sostegno del fatto che produrre oggetti tecnologicamente avanzati può e deve convivere con il rispetto dell’ambiente, le parole di Vittoria Polidori, responsabile campagna Inquinamento Greenpeace: “Se l’azienda di Cupertino ha trovato la soluzione, non c’e’ alcuna ragione che impedisca agli altri produttori di pc di fare lo stesso… Ogni brand dovrebbe avere almeno una linea di prodotti priva di sostanze tossiche che sia sul mercato entro la fine dell’anno” Si tratta quindi di impiegare forze e risorse  esistenti al fine di limitare i danni all’ambiente, e quelle aziende che non svolgono la propria attività andando in questa direzione, devono sapere che i miglioramenti sono possibili poiché altre aziende riescono a fare molto meglio di loro. Vengono invece premiati gli sforzi compiuti da Philips (5,7) che, grazie ai comportamenti più rispettosi dell’ambiente con l’assunzione finanziaria delle operazioni di riciclaggio per gran parte dei suoi prodotti, passa dal 15° al quarto posto, registrando la migliore scalata della green classifica. “Le aziende che pagano la raccolta e il riciclo dei propri prodotti, come Philips, saranno incentivate a progettare articoli più puliti e riciclabili. I costi di riciclo di un prodotto dipendono, infatti, dalla presenza o meno di composti tossici e dalla facilità di sostituzione delle componenti”, ha aggiunto la Polidori. Seguono la quarta posizione di Philips la giapponese Sony (5,5), LG Electronics (5,5), Toshiba (5,3), Motorola (5,3) e Sharp (4,9). I primi della classe Nokia, Samsung e Sony Ericsson hanno ottenuto rispettivamente il punteggio di 7,5, 6,9 e 5,7, mentre gli ultimi della classe Microsoft e HP hanno totalizzato 2,7 punti e l’ultimissimo Nintendo 0,8. “Alla fine dell’anno i leader mondiali si incontreranno a Copenhagen per decidere la prossima fase del Protocollo di Kyoto e i passi necessari a fermare il cambiamento climatico… La sfida lanciata da Greenpeace ‘Chi è leader del clima?’ chiama l’industria tecnologica a trovare soluzioni reali all’imminente trattato sul riscaldamento globale”, ha concluso Vittoria Polidori. • Iskra Naydenova

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