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7 Dicembre 2007 | Senza categoria

Ilaria D’Amico guida “Exit” con personalità

La Tv dà i numeri di Giorgio Bellocci Non ha esagerato Concita De Gregorio nel definire “storica” la puntata di “Exit” del 3 dicembre in cui è stata ospite. La giornalista di Repubblica ha trovato nel rotocalco condotto da Ilaria D’Amico la giusta ribalta televisiva per il tema trattato nel suo libro “Una madre lo sa”: la complessità del ruolo materno nella odierna società con enfasi sulle drammatiche lacerazioni di natura psicologica (esplicito a riguardo il sottotitolo “Tutte le ombre dell’amore perfetto”). Attraverso la stesura dell’opera Concita De Gregorio, partendo dalla propria condizione di madre, ha idealmente compiuto un viaggio in un universo di donne comuni o celebri per dare voce a una realtà silenziosa. “Una madre lo sa”, pubblicato da Mondadori, raccoglie venti storie che raccontano quanti siano i modi di vivere la maternità: da Brooke Shields alle madri di Plaza de Mayo, dalla campionessa Valentina Vezzali all’ostetrica che per aver dedicato l’intera vita a far nascere i figli degli altri non ne ha mai avuti di propri. Storie di amore e gioia, ma anche di paure e di terribili depressioni. Il libro ha fatto da filo conduttore a un dibattito che si è rivelato un felice momento di comunicazione, perché è un evento raro vedere affrontare in una prima serata televisiva una problematica talmente delicata, anche collegata alla cronaca nera (tra gli ospiti, insieme alla De Gregorio, c’erano il giallista Carlo Lucarelli e il filosofo Umberto Galimberti). Ma il risultato concreto più importante è stato quello di permettere a un elevato numero di spettatrici di entrare in contatto con la redazione per denunciare le proprie ansie o anche solo per esprimere il proprio plauso all’iniziativa e chiedere informazioni sull’attività delle varie associazioni a tutela delle madri. “Exit” (La7, lunedì, ore 21.00) è uno degli appuntamenti più stimolanti della stagione televisiva, e certamente meriterebbe una audience maggiore rispetto alla media del 3% di share. Gli argomenti trattati nel programma non sono “scomodi” per un sensazionalismo fine a se stesso (ricordiamo solo l’omosessualità nella chiesa, l’anoressia e le polemiche per le fiction dedicate alla mafia). Generalmente essi godono di una copertura mediatica estemporanea legata al singolo episodio quando invece dovrebbero essere vissuti come realtà molto radicate nel vivere quotidiano. I servizi di “Exit” sono di eccellente fattura e Ilaria D’Amico ha personalità da vendere. Riuscirò a chiudere questo pezzo senza scrivere che la D’Amico è l’esempio di come anche una bella donna possa avere spazio nella televisione “impegnata”? … Alla fine ci sono caduto anch’io, ma poco importa. Un sincero applauso a Ilaria! 

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