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21 Gennaio 2011 | Senza categoria

La D’Urso cita Welby a sproposito

di Giorgio Bellocci Domenica in tarda serata mi è capitato di assistere al discusso passaggio di Stasera che sera dedicato a Francesco Nuti. Per deformazione professionale ho pensato che da lunedì tutti i media avrebbero trovato un ricco gancio per riempire le pagine con polemiche o per innestare un dibattito sulla televisione del dolore, i suoi confini, ecc… Ho anche pensato che io avrei dovuto aspettare giovedì per scriverne!   Ne sarebbe valsa ancora la pena? Sarebbe già stato detto tutto? Non so se “tutto” ma certo è stato espresso tanto, a partire dall’autorevole parere di Aldo Grasso sul Corriere della sera (“la pagina più indecente di tv del nuovo millennio”) fino all’auto-difesa di Barbara D’Urso. Rimane però la “pancia” dello spettatore, la sua istintiva e soggettiva reazione che prescinde dai dibattiti etici che impazzano.   Se può interessare io mi sono sentito a disagio nel cogliere i gemiti di sofferenza di Nuti e la sua impossibilità ad articolare le parole. Oggi non mi importa seguire le dietrologie relative a compensi ottenuti o vedere Barbara D’Urso metterla sul piano dei diritti civili. Trovo che Barbara sia una brava professionista, tra le migliori per il target popolare che rappresenta, ma evocare il caso-Welby per giustificare la presenza in video di Nuti è fuori luogo.   Lo fa come se la battaglia di Piergiorgio Welby e di sua moglie Mina, finalizzata a evitare l’accanimento terapeutico, abbia goduto di numerose vetrine tv! Tutti sanno che è andata proprio in modo opposto e che solo l’impegno del Partito Radicale ha un minimo scosso l’attenzione dei media.

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