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11 Maggio 2006 | Senza categoria

LA PAY TV TRAINA IL MERCATO UE

Nel 2005 i ricavi della televisione a pagamento sono cresciutidel 19,6% a 26,2 miliardi, contro il 2% della pubblicità tradizionaleIn Europa la tv a pagamento va a gonfie vele a scapito della pubblicità sul mezzo tradizionale. La tv digitale sta crescendo a ritmi sostenuti in quanto a penetrazione, mentre la IpTv (la televisione via internet) e il Dvb-H (sul telefonino) sono ancora agli inizi per poter generare un fatturato interessante. Ma soprattutto la svolta del digitale sta portando i paesi europei a orientarsi verso un ambiente tv multipiattaforma. Sono questi i principali dati che emergono dal rapporto annuale di ITMedia Consulting, “Turning Digital: towards a multi-platform environment”, che analizza il mercato televisivo targato Ue degli scorsi dodici mesi. Nel 2005, il mercato televisivo è cresciuto complessivamente del 7,6%, raggiungendo un valore di quasi 80 miliardi di euro. Vero motore del mercato è stata la pay tv con una crescita rispetto all’anno precedente del 19,6%, arrivando a toccare 26,2 miliardi sugli 80 complessivi. Ha deluso invece la pubblicità: nei 12 mesi dello scorso anno è cresciuta solo del 2%, contro il 6% registrato nel 2004. Tra i paesi europei è andata bene solo la Spagna con un +9,5%. Di questo passo, ITMedia Consulting prevede che i ricavi da contenuti a pagamento supereranno presto quelli pubblicitari.Analizzando i dati del rapporto, emerge che la stagnazione del mercato pubblicitario come fonte primaria di entrate per la tv è dovuta principalmente alla convergenza tecnologica che, soprattutto nell’ultimo anno, sta iniziando a dare i primi, concreti frutti. La televisione, spinta dall’innovazione digitale, sta evolvendo verso un nuovo modello nel quale i contenuti sono disponibili attraverso molteplici canali e gli operatori si sono attrezzati. Primi fra tutti i broadcaster della tv a pagamento, già attiva e rodata da qualche anno e in grado oggi di trainare il settore. In Italia, per esempio, Sky ha iniziato a praticare riduzione di prezzi per controbattere l’offensiva del digitale terrestre di Mediaset e di La7, forti sulle offerte in pay per view per il calcio. La tv satellitare di Rupert Murdoch ha anche iniziato a distribuire dei nuovi decoder dotati di memoria in grado di registrare i programmi preferiti. Questa politica ha dato i suoi frutti: a fine 2005 Sky ha toccato i 3,5 milioni di abbonati, arrivati a 3,6 milioni a febbraio di quest’anno. In Gran Bretagna BSkyB ha chiuso l’anno superando la quota di 8 milioni di abbonati. L’esempio della Spagna è il più indicativo della crescita del settore: Digital Plus ha chiuso l’anno con 7 milioni di profitti su 1,5 miliardi di euro di ricavi e con il 15% di abbonati in più. La penetrazione della tv digitale in Europa occidentale è cresciuta a ritmi sostenuti nell’ultimo anno e alla fine del 2005 erano 55,6 milioni le abitazioni dotate di tv digitale, pari a un terzo delle abitazioni totali dell’area.Un altro segmento che promette bene è la tv via internet, la IpTv. Nel corso del 2005, come sottolinea ITMedia Consulting, sono stati lanciati nuovi servizi e alla fine dell’anno in Europa gli abbonati al servizio erano 900 mila principalmente concentrati in Francia, Italia e Spagna. In Italia attualmente ci sono solo i circa 190 mila abbonati ai canali Fastweb, ma entro la fine del 2006 si inizieranno a quantificare anche quelli di Alice Home Tv di Telecom Italia e della tv di Tiscali. In Spagna Telefonica conta 200 mila abbonati alla sua IpTv Imagenio e in Francia, Free e France Telecom hanno quasi mezzo milione di utenti. Resta invece un’incognita l’andamento della tv sui cellulari, anche se Franco Morganti, presidente dell’advisory board di ITMedia Consulting, è scettico sul futuro del Dvb-H. “Se si guarda un gol sullo schermo e non si vede il pallone non si può essere ottimisti – ha affermato -. In generale non credo nella convergenza su un unico terminale. Il cellulare-televisore è come il coltellino svizzero: vuole essere un cacciavite, un cavatappi e una limetta, ma poi quando si prova a usarlo si rinuncia”. Certo è che il digitale costringerà a cambiamenti il mercato pubblicitario, da sempre affezionato alla tv tradizionale. Basti pensare che Mediaset, per volere dell’Authority, non può raccogliere pubblicità per il digitale attraverso la sua concessionaria Publitalia e La3 raccoglie e inserisce la pubblicità anche all’interno del canale Mediaset che manda sui suoi tivufonini.• Paola Giudiceandrea

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