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28 Settembre 2007 | Senza categoria

L’Europa l’accende, l’Italia no

La tv digitale sorpassa quella analogica, ma l’Italia frena. È quanto emerge da una ricerca dell’organizzazione indipendente e-Media Institute Il sorpasso c’è stato. Lo storico avanzamento della televisione digitale su quella analogica è storia. Le famiglie che ricevono servizi di tv digitale in Europa sono circa 83 milioni sui 166 milioni che popolano i 20 Paesi del blocco occidentale del Vecchio continente. A fine giugno 2007, le famiglie in grado di ricevere servizi televisivi in tecnica digitale erano il 48% del totale. L’Europa si muove però verso il digitale con velocità diverse: mentre alcuni Paesi (Olanda, Lussemburgo e Finlandia) hanno già spento il segnale analogico e attuato lo switch-off, cioè usano solo il segnale Dtt, altri corrono più o meno rapidamente verso la digitalizzazione. L’Italia è l’unico Paese europeo in contro tendenza e frena nettamente, facendosi sorpassare dalla Francia e dalla Spagna per diffusione dei servizi di tv digitale fra la popolazione. L’Italia (con un 5,2%) è piombata al penultimo posto in classifica per tasso di crescita delle abitazioni digitali nel primo semestre 2007. Con più di 23 milioni di abbonati, il satellite è sempre la piattaforma principale per il consumo di pay tv. Tra giugno 2006 e giugno 2007, il numero degli abbonati è cresciuto del 6,5% in Europa occidentale. I pacchetti degli operatori satellitari crescono anche grazie alle altre piattaforme (digitale terrestre, Iptv e digitale mobile). Crescono a tassi elevatissimi anche gli utenti a pagamento su piattaforma Iptv e Dtt, anche se in termini assoluti si tratta di numeri ancora contenuti: rispettivamente 3,8 e 3,5 milioni. Al giugno 2007, con 2 milioni di abbonati alla pay tv via Adsl, la Francia rimane il principale Paese in Europa dove la piattaforma Iptv ha successo con già un rilevante numero di utenti. Segue la Spagna con quasi 500mila abbonati. Europa verso il digitale e fine della tv generalista per far spazio a quella tematica e on-demand? In Italia non la pensano così. “La tv generalista deve sopravvivere anche nel futuro digitale, una televisione ad ampio valore democratico, in grado di aggregare le persone, di creare dibattito e di permettere di condividere eventi importanti per il Paese, siano essi fatti di cronaca o una partita della Nazionale”. E’ l’idea del ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, intervenendo al Broadband Business Forum di Roma. “Il digitale terrestre continuerà a rappresentare la prosecuzione della televisione generalista. I contenuti resteranno centrali e la tv iperframmentata non è l’unica realtà possibile – conclude il Ministro -, perché nel medio e lungo termine le Iptv e le nuove forme di televisione conquisteranno il mercato televisivo e dovranno essere valide anche nei contenuti”.   Corre ancora in Spagna la televisione digitale terrestre La Spagna non frena la sua corsa per l’ammodernamento delle infrastrutture e anche il settore della tv non rimane a guardare. Cresce il digitale televisivo soprattutto per quanto riguarda il terrestre (Dtt). Il numero dei ricevitori venduti (esclusi quelli per Pc) è passato da 3,4 milioni a 5,2 milioni nel primo semestre del 2007. In Spagna, le abitazioni Dtt sul totale delle abitazioni digitali sfiorano ormai il 50% del totale. Da alcune settimane l’offerta si è arricchita con Hogar 10, nuovo canale specializzato del broadcaster La Sexta, che starebbe anche pensando al lancio del primo servizio di pay tv via digitale terrestre. Mostra una buona crescita anche la piattaforma Iptv, che ha raggiunto i 480mila abbonati al giugno 2007 (+22% circa rispetto a fine 2006). In contro tendenza risulta invece Digital Plus, la piattaforma satellitare a pagamento di Sogecable, che ha registrato una crescita netta di soli 12mila abbonati nei primi sei mesi del 2007. • Marco Scurati  

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