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4 Marzo 2011 | Senza categoria

Libia, la crisi dei rifugiati è un incubo logistico (The New York Times)

Il sud est del Mediterraneo brucia: in Libia la rivoluzione è esplosa da settimane, ma ancora Mu’ammar Gheddafi non ha abbandonato il potere. Le violenze perpetrate dai militari sui ribelli hanno causato migliaia di morti: mentre il raìs, chiuso nel suo bunker a Tripoli, prova con i bombardamenti a riconquistare i territori perduti, molti cittadini libici tentano di lasciare il paese e raggiungere l’Europa: “La crisi dei rifugiati è un incubo logistico”, titola The New York Times , sottolineando le difficoltà dell’Ue nel programmare un piano d’accoglienza efficiente.    “Gli arabi potrebbero chiudere le frontiere”, dice la tv mediorientale Al Jazeera , mentre secondo Bbc un fronte amico potrebbe aprirsi a nord ovest, con “i tunisini pronti ad accogliere i voli dei rifugiati dalla Libia”. L’emergenza profughi è alta. Stando a quanto riporta The Wall Street Journal , “diecimila lavoratori si sono accampati vicino ai confini libici”, in attesa di poter fuggire dal paese, ed El Mundo parla apertamente di “Crimini contro l’umanità”   I nodi da sciogliere in Libia sono molti: “Cosa può fare l’Occidente?”, si chiede The Independent . Una risposta parziale la dà The Guardian , secondo cui “Si riapre l’ipotesi di un intervento armato della Nato”. Il mondo, intanto, osserva.

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