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13 Febbraio 2009 | Senza categoria

Pirati di software, musica, film

Nove brani musicali su dieci sono scaricati illegalmente. Ma la vendita di musica legale cresce continuamente. Il punto sulla pirateria di Bsa Nel 2008 la Bsa (Business Soft­ware Alliance, organizzazione internazionale dedicata al rispetto della proprietà intellettuale) ha attivato 2.440 azioni legali nei confronti di diverse aziende europee, che facevano uso di oltre 7.000 software senza disporre della licenza necessaria. L’ammontare delle multe inflitte ha raggiunto gli 8 milioni di euro. Il valore dei software regolarizzati in Europa raggiunge gli 11 milioni e mezzo di euro, di cui 1 milione e 400mila in Italia Bsa ha collaborato in Italia con la Guardia di Finanza e, per le società italiane colpevoli di pirateria software, ha optato per il raggiungimento di accordi transattivi extragiudiziali, al costo di 105mila euro destinati al risarcimento alle software house danneggiate dalla pirateria. A livello europeo questa cifra di risarcimento ha superato i 6 milioni di euro. Il commento del presidente Bsa Italia, Luca Marinelli: “L’opinione pubblica, spesso anche i media, trovano facili giustificazioni, anche economiche, per la pirateria, ma non si tiene mai conto del fatto che anche l’illegalità può costare molto cara…Tutte risorse che, specie in tempi di crisi, potrebbero essere meglio investite nella ricerca di nuovi prodotti, soluzioni innovative, strategie competitive vincenti, anziché in multe, spese legali e risarcimenti” La pirateria di software non ha un prezzo solo economico, poiché le società che utilizzano software illegali vanno incontro a rischi operativi, danneggiamenti, virus e altre minacce web di vario tipo. A livello europeo Bsa riceve circa 460 segnalazioni mensili di presunti casi di impiego illegale di software. La crisi economica globale farà aumentare ulteriormente la pirateria dei software? Alladin Knowledge Systems ha intervistato 516 sviluppatori di software: 377 (73%) hanno risposto affermativamente, mentre solo 130 (27%) credono che la crisi economica non influirà sul fenomeno della pirateria. Due settori in particolar modo, indipendentemente dalla crisi economica, hanno grandi difficoltà nell’arginare i download illegali: quello musicale e quello cinematografico. Nel panorama musicale la Federazione internazionale dell’industria fonografica (Ifpi) ha rilevato che i download di musica effettuati nel 2008 sono stati illegali nel 95% dei casi, vale a dire 40 miliardi di file musicali scambiati illegalmente sul web durante l’anno. D’altra parte però bisogna ricordare che, per il sesto anno consecutivo, le vendite di musica digitale sono cresciute. Il Digital Music Report ha raccolto i dati di 1.400 etichette musicali in 72 paesi, concludendo che la tendenza del mondo discografico di andare incontro al web e alla telefonia mobile con accordi di vario tipo, ha comunque fatto aumentare i ricavi discografici del 25% dal 2007 al 2008. La pirateria nel panorama cinematografico non presenta dati più confortanti. Esemplare è il caso di The Dark Knight che, dopo aver realizzato record storici d’incassi nelle sale cinematografiche, secondo solo a Titanic, ha realizzato anche il record dei download illegali su internet (7 milioni di download illegali in tutto il mondo). La Federazione anti-pirateria audiovisiva italiana (Fapav) ha rilevato che l’80% dei film in uscita cinematografica è già presente sul web entro il secondo giorno di programmazione. Il mercato del noleggio però è quello maggiormente colpito, essendo un modo di fruizione identico al download dello stesso film. L’industria cinematografica, anche se in ritardo, sta provando a seguire la stessa strada intrapresa dalla discografia musicale, cercando di trarre profitto dal web. Sarah Coombes, senior director Affari Legali Bsa Emea, spiega come la pirateria non sia vantaggiosa per nessuno: “Infrangere i diritti di proprietà intellettuale non impatta solo sugli editori dei software copiati illegalmente. I costi straordinari menzionati hanno danneggiato il potenziale competitivo e ridotto le potenzialità d’investimento nell’innovazione delle imprese che ne sono state colpite. Per quanto riguarda Bsa, quindi, non possiamo non evidenziare come l’attuale difficile contingenza economica internazionale dovrebbe consigliare i manager a proteggere seriamente gli asseti aziendali di cui sono responsabili” • Iskra Naydenova

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