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14 Dicembre 2007 | Senza categoria

Primule rosse e i cavalieri oscuri

Tutti sanno, qualcuno parla (in ritardo), pochi denunciano: cosa succede alla Rai? Sembra ormai un sequel di Harry Potter, ma senza lieto fine Lucia Annunziata rievoca in tv alla trasmissione “Annozero” di Michele Santoro il periodo in cui fu presidente della Rai e denuncia, carte alla mano, lo stravolgimento che venne fatto all’interno della struttura aziendale. “Solo se capiamo cos’è accaduto nel passato – ha detto – riusciamo a mettere a fuoco i problemi di oggi. Una delle ragioni per cui la Rai non funziona è perché si è preteso di cambiare la struttura aziendale. Negli anni passati si è verificato un vero e proprio spoil system amministrativo: il 5 aprile del 2004, un mese prima delle mie dimissioni, c’era un piano di riorganizzazione dell’azienda in chiave piramidale” Wikipedia alla voce “spoil system” recita: “Una pratica per cui le forze politiche al governo distribuiscono a propri affiliati e simpatizzanti cariche istituzionali, la titolarità di uffici pubblici e posizioni di potere, come incentivo a lavorare per il partito o l’organizzazione politica”. “Il piano deciso a tavolino portava l’azienda sotto il controllo di dieci direzioni. Queste facevano riferimento direttamente al direttore generale – secondo l’Annunziata, il controllo dell’azienda veniva così concentrato nelle mani di pochi -. Da quel giorno i direttori dei telegiornali e delle reti venivano in qualche modo ridotti a vigili urbani, perché ogni decisione passava sopra le loro teste” Lucia Annunziata ha avuto un vivace scambio di battute con Marcello Veneziani, che ha stigmatizzato la vicenda del consigliere Angelo Maria Petroni e ha parlato di “spoil system barbaro” da parte del Centrosinistra. Veneziani ha comunque espresso il proprio disagio rispetto alla trasmissione di Santoro che, secondo lui, è stata troppo focalizzata sul passato, piuttosto che sui problemi dell’oggi. Il presidente della Commissione di vigilanza Rai, Mario Landolfi, ha chiesto anche un’indagine sulla puntata di “Annozero”, che non avrebbe rispettato la pluralità nell’informazione. Veneziani, che è stato componente del consiglio di amministrazione della Rai, ha confutato la tesi dell’Annunziata, che però ha mostrato in diretta televisiva le carte relative al periodo della sua presidenza. Inoltre ha parlato dei giorni in cui maturò la decisione di dimettersi, quando, ha spiegato, “arrivarono via fax 18 pagine scritte a mano mandate dalla direzione generale con ben 78 nomine interne”. Lucia Annunziata, dal canto suo e nonostante le dichiarate simpatie politiche personali, ha rivolto una forte critica al Centrosinistra, che non fu capace di risolvere il problema del controllo sull’azienda né quello del conflitto di interessi: “Tutto si sapeva, il piano industriale era noto, i giornali ne parlarono, le caselle furono riempite, ma mi chiedo perché la sinistra, che anche sapeva, non si è concentrata su questi problemi?” Berlusconi: “Siamo un Paese malato, rischio per la democrazia” La Rai continuerà ad agire con “la massima determinazione e trasparenza” nell’ambito di una serie di “emergenze” che la tv di Stato ha recentemente affrontato, per garantire ai cittadini un servizio pubblico “non gravato da ombre e sospetti”. Questa la nota diffusa dopo il Cda di viale Mazzini. Nuove intercettazioni chiamano in causa l’ex direttore generale Agostino Saccà, attuale direttore di Rai Fiction (Saccà si è autosospeso), per un’altra vicenda che vedrebbe coinvolto anche Silvio Berlusconi, che si difende  con affanno: “Quando un organo di Stato interviene sulle conversazioni tra dirigenti Rai e Mediaset assolutamente normali, anzi dovute, credo ci sia la voglia chiara di sabotare quell’accordo di buonsenso che sta per nascere tra due parti che finora si erano guardate con molta diffidenza”. Insomma, dalle parole dell’ex premier emerge una chiara situazione: le indagini sulla Rai stanno sabotando il dialogo politico sulle riforme. A suo dire c’è un’emergenza democratica nel Paese: “Siamo malati”. • Marco Scurati  

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