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19 Giugno 2009 | Senza categoria

Se la Rai parla di Giovanni Leone…

LA TV DA I NUMERI Di Giorgio Bellocci Coinvolgente e realizzata in modo superbo, in perfetto stile Giovanni Minoli: sulla qualità della puntata del 17 giugno de “La storia siamo noi” (Raidue, ore 23:10) non ci sarebbe molto da aggiungere, ed è un complimento. Poi, certo, ci si può interrogare sul perché Minoli abbia deciso di confezionare un ritratto di Giovanni Leone che nei contenuti (a prescindere dunque dal sontuoso aspetto produttivo) è risultato molto assolutorio nei confronti dello scomparso ex presidente della Repubblica Italiana. Una raffigurazione nella quale uno dei personaggi più controversi della moderna storia italica viene dipinto come vittima di complotti della stampa (vi ricorda qualcosa?) e delle guerre interne della DC degli Andreotti, Cossiga, Moro, ecc. Difficile pensare che Leone, ritrovatosi implicato in tante situazioni imbarazzanti (servizi segreti deviati, scandalo Lockheed, evasione fiscale, ecc.), possa essere definito solo una vittima. Di base c’è una incapacità tutta italiana nel ricordare le persone senza contestualizzare i fatti avvenuti nel momento della loro attività: così di Indro Montanelli si ricorda sempre il fiero oppositore di Berlusconi e non l’ultraconservatore che avrebbe affrontato il problema delle tensioni sociali con il manganello dello stato… I nostalgici di Craxi ricorderanno sempre la sua capacità nel dettare la linea a un’intera nazione con una manciata di voti, mentre stenderanno un velo pietoso sull’utilizzo di tangenti per scopi personali come il finanziamento di un network televisivo regalato a un’amica… In tema di fatti: il programma di Minoli ha enfatizzato l’assoluzione del presidente nell’ambito del processo Lockheed. Ma le contestuali sentenze di condanna di altri potenti politici del momento erano sufficienti per spazzare via i protagonisti di una stagione caratterizzata da troppe ombre. Su tutte la connivenza di apparati dello stato con servizi segreti deviati, responsabili di stragi che ancora oggi non hanno un colpevole. In tale ottica il mandato di Leone non può essere celebrato come particolarmente virtuoso. Minoli ha però fatto bene a ricordare che nel 1998, al compimento dei 90 anni, Leone è stato omaggiato dai “nuovi” politici e da quelli sopravvissuti alla fine della prima Repubblica. Le responsabilità oggettive del passato possono, in un determinato momento, lasciare spazio a valutazioni di natura umana. Postilla: Giancarlo Leone, secondogenito del presidente, è il vicedirettore generale della Rai. Possiamo dunque ipotizzare un occhio di riguardo della tv di stato verso tale ingombrante genitore…

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