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16 Aprile 2010 | Senza categoria

“Tetris” banale con il PD, “Matrix” soft con Stasi

Di Giorgio Bellocci Dopo Michele Santoro anche il bravo Luca Telese ha sentito l’impellente bisogno di mettere sotto processo il Partito Democratico. Per fortuna che mercoledì a “Tetris” (La7, ore 21.30) c’erano in studio Matteo Renzi, Giovanna Melandri e l’appassionato sindaco di Lamezia Terme (Giovanni Speranza): si sono presi strali, ironie, ecc. ma ci hanno messo la faccia con dignità facendo emergere anche i lati positivi, mai troppo evidenziati, del PD.   Tra i giudici chiamati a sbeffeggiare Bersani & Co (la formula del talk prevede una giuria con tre giornalisti) c’era pure Lamberto Sposini… Si, avete capito bene, l’ex giornalista del TG5 che oggi con “La vita in diretta” è passato in prevalenza a occuparsi delle comparsate in discoteca di ex bellone dei reality (con giusto ogni tanto una spruzzatina sull’attualità).   In genere si dice che l’antiberlusconismo di certi programmi giova al centrodestra. Chissà invece quando si capirà che se un giorno il PD dovesse sparire, i vari Santoro, Telese, e giornali come “Il fatto quotidiano” perderebbero gran parte delle motivazioni per esercitare il loro lavoro (settimana scorsa ho espresso cosa penso sull’eccessiva responsabilità che viene data al PD, senza una lettura obiettiva della storia).   Concesso a Floris e Lerner maggiore equilibrio, chi proprio non si pone il problema è Alessio Vinci. “Matrix” viaggia nell’indifferenza, a testimonianza di una fase, quella del post Mentana, che può ormai essere raffigurata nel suo opaco risultato: temi molto leggeri (e non solo al venerdì come accadeva con Mentana), un robusto interesse verso la cronaca nera e pochissima politica, immagino per non infastidire troppo il “manovratore” che come noto qualche entratura verso Canale 5 la detiene.   Questo senza mettere in croce Vinci che ha una storia professionale importante. Per altro l’esclusiva con Alberto Stasi dello scorso 6 aprile deve essere considerato un bel colpo, in grado di suscitare qualche rosicata presso altri talk. E’ stato detto che Vinci si è mostrato troppo morbido con il principale indiziato dell’omicidio di Chiara Poggi (assolto in primo grado) e l’anchorman si è difeso dicendo che “Matrix”, correttamente, non voleva fare il processo bis a Stasi.   Certo, nel momento in cui si chiede al ragazzo dei rapporti con i genitori di Chiara, prefigurando chissà quali novità, si rischia di passare per ingenui o poco informati: perfino nel giorno dell’assoluzione i coniugi Poggi hanno confermato il loro convincimento di colpevolezza, reiterato anche in tempi recenti. Non a caso dalle colonne del Corriere della sera i due hanno duramente criticato l’impianto della puntata con osservazioni di buon senso.

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